15 NOVEMBRE 2025

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15 NOVEMBRE 2025 - 17:56


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BOLOGNA: Braccio di ferro tra Lepore e Piantedosi su Virtus-Maccabi

Piantedosi, gara "si terrà". Lepore, "giusto ma a Unipol Arena".

La partita di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv - un classico del grande basket internazionale in programma al Paladozza felsineo il 21 novembre - diventa un caso in cui si intrecciano sport, ordine pubblico e, soprattutto, politica. Con il Governo e l'Amministrazione cittadina a sfidarsi sulla ricetta più adatta per la gestione di una partita segnata dal timore di scontri e disordini dopo che sindacati di base, movimenti Pro Palestina, collettivi e associazioni hanno annunciato l'intenzione di bloccare l'appuntamento atteso sul parquet del vecchio 'Madison' di Piazza Azzarita.
Partecipando all'assemblea dell'Anci, terminata ieri nel capoluogo emiliano, il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha chiuso la porta a un rinvio della sfida tra le Vu Nere e i giallo-blù isareliani. "Si terrà - ha scandito -. Non ci sono i soliti facinorosi che possono dettare l'agenda degli eventi che avvengono in tutta Italia, quindi si terrà. Speriamo - ha aggiunto - di non essere costretti a dovere mettere in campo un esercito per poter contenere gli episodi ricorrenti di violenza".


Considerazioni che, a stretto giro di posta, hanno fatto commentare l'assessora comunale alla Sicurezza, Matilde Madrid - "non condivido la scelta di lasciar giocare nel cuore della città una partita così delicata sul piano dell'ordine pubblico" - e, oggi, il sindaco, Matteo Lepore. Quella tra Virtus e Maccabi, ha argomentato il primo cittadino, "è una partita a rischio: è giusto che si giochi" ma disputarla "all'Unipol Arena" che si trova a Casalecchio "sarebbe la cosa migliore". Quindi, ha sottolineato, "se il ministro Piantedosi vuole dimostrare che ha i muscoli, penso lo possa fare semplicemente dicendo ci fidiamo" del Comune di Bologna. "Io - ha puntualizzato Lepore - chiedo al Prefetto di gestire nel migliore modo possibile e chiedo anche ai manifestanti di non venire a distruggere la città perché agire contro la città non fa il bene della causa palestinese, della pace".
Parole, queste ultime, che non sembrano avere fatto troppa breccia nella galassia dei manifestanti, a partire dai Giovani Palestinesi Bologna che, sulla loro pagina Facebook e sul loro profilo Instagram pubblicano un post sulla partita di Eurolega intitolato "Fuori i sionisti da Bologna". "Sulla base delle pratiche messe in campo nelle giornate di sciopero e lotta di fine settembre e inizio ottobre - si legge in un passaggio - invitiamo tutti a partecipare all'assemblea pubblica del 19 novembre, durante la quale discuteremo e ci organizzeremo in vista del 21. I dispositivi repressivi sono già stati palesati da Piantedosi, ma non ci troveranno impreparati o disillusi".




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RAVENNA: Armi in transito dal porto, la Dogana dovrà fornire i dati

Il Consiglio di Stato ha confermato che l’Agenzia delle Dogane di Ravenna dovrà rendere disponibili i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto nel 2025. I giudici hanno respinto il ricorso dell’amministrazione, confermando la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che aveva accolto in parte la richiesta di accesso agli atti presentata dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato ravennate Andrea Maestri. All’inizio del 2026 Maggiori aveva chiesto di conoscere i quantitativi di armi, componenti e materiale bellico partiti dal porto, con una suddivisione per quadrimestre e per tipologia di operazione, tra esportazioni e transiti. La richiesta comprendeva anche, se disponibili, informazioni sulla provenienza e sulla destinazione dei carichi. Le Dogane avevano negato l’accesso, sostenendo che la diffusione delle informazioni avrebbe potuto danneggiare la sicurezza pubblica, la politica estera e gli interessi commerciali delle aziende coinvolte. Il Tar aveva però giudicato insufficienti queste motivazioni, osservando che i soli dati numerici relativi a un periodo già concluso non rappresentavano un rischio concreto per gli interessi indicati. Il Consiglio di Stato ha condiviso questa valutazione, sottolineando che la pubblicazione di informazioni quantitative riferite al passato permette di garantire la trasparenza senza compromettere gli altri interessi in gioco. I giudici hanno inoltre ricordato che altre autorità, tra cui le Dogane di Livorno, avevano già fornito dati analoghi. La decisione è stata accolta con soddisfazione da Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e dal gruppo dei Verdi/Ale al Parlamento europeo. «Oggi facciamo la storia della trasparenza», ha commentato Maestri.