CESENA: Ancora in piazza per Gaza, “Il genocidio continua” | VIDEO
Nuovo flash mob a Cesena per chiedere la fine dell’assedio a Gaza. La tregua annunciata nei giorni scorsi non ha fermato le morti.
327 persone uccise, di cui 136 minori. È il bilancio diffuso da Amnesty International relativo all’ultimo mese a Gaza, dove, nonostante il cessate il fuoco annunciato il 10 ottobre e mai rispettato, si continua a morire. È per questo che sabato sera i cittadini cesenati sono tornati in presidio in piazza del Popolo, nella Giornata internazionale di solidarietà al popolo palestinese. Dopo le grandi manifestazioni di inizio ottobre, gli annunci di un accordo per la tregua avevano fatto sperare in una soluzione del conflitto. In realtà, a Gaza l’assedio continua.
“La notizia di un accordo che doveva essere un accordo di pace, poi una tregua – spiega Maria Giorgini, segretaria della Cgil Forlì-Cesena – ora invece vediamo che il genocidio continua. Questo ha in qualche modo indebolito le piazze, ma noi siamo qui per dire che dobbiamo continuare a esserci”.
Una protesta che si esprime anche attraverso il boicottaggio: è stata lanciata una petizione per chiedere alla Regione Emilia-Romagna di interrompere ogni rapporto economico con Israele. Dallo stop al transito di armi nel porto di Ravenna, alla cessazione dei rapporti tra l’Ausl e l’azienda farmaceutica Teva, fino alla rinuncia alla nuova cittadella dello spazio che dovrebbe sorgere a Forlì nell’ambito del progetto Eris, che vede coinvolte due delle maggiori aziende produttrici di armamenti, l’italiana Leonardo e la francese Thales Alenia. “È una cittadella che, dietro una maschera di tecnologia civile, nasconde moltissimo dual use, cioè tecnologie a potenziale impiego militare”, spiega Leonardo Biguzzi, uno dei promotori della raccolta firme.
“Dobbiamo mobilitarci e chiedere alle istituzioni di essere con noi – prosegue Maria Giorgini – e alle persone della società civile di continuare a occuparsi delle bambine, delle donne e degli uomini che non possono vivere in quelle condizioni, e che continuano a subire tutto ciò che abbiamo visto nelle immagini e ascoltato, e che non dobbiamo dimenticare”.
ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ