ROMAGNA: Pronto Soccorso, studentesse universitarie per migliorare l'attesa dei pazienti
L’Ausl Romagna ha avviato in questi giorni un nuovo progetto sperimentale dedicato a migliorare l’accoglienza dei pazienti nei Pronto Soccorso di Cesena e Rimini. L’iniziativa, dal titolo “OPS! Romagna – Ospitalità in Pronto Soccorso”, nasce dalla collaborazione con l’Università di Bologna e vede la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, del Centro Antartide e dell’UO Accoglienza, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Marketing e Fundraising aziendale.
Il progetto prevede la presenza in sala d’attesa di un gruppo di studentesse universitarie provenienti dai corsi di laurea in Sociologia, Antropologia, Servizio Sociale e Scienze della Formazione. Dopo un percorso di formazione dedicato, le tirocinanti si occuperanno dell’ascolto dei pazienti, dell’orientamento e del supporto nella gestione dei piccoli bisogni che possono emergere durante l’attesa: dall’aiuto per effettuare una telefonata fino alla fornitura di informazioni pratiche.
Riconoscibili dalla maglietta verde, le studentesse, viene spiegato nel comunicato di Ausl Romagna, svolgeranno attività finalizzate a rendere più confortevole la permanenza di pazienti e accompagnatori, contribuendo a ridurre la sensazione di incertezza e preoccupazione che spesso accompagna l’accesso al Pronto Soccorso. Parallelamente, il loro intervento rientra in un percorso di tirocinio curriculare che comprende anche un’attività di ricerca sui temi delle fragilità sociali e dell’umanizzazione dei percorsi di emergenza.
Il progetto coinvolge complessivamente nove studentesse e rappresenta un’occasione formativa importante per lo sviluppo di competenze relazionali e professionali legate alle scienze umane.
«Siamo convinti che l’accoglienza e la gentilezza siano elementi fondamentali nel percorso di cura – ha dichiarato Francesca Bravi, Direttrice sanitaria dell’Ausl Romagna –. La presenza delle studentesse sarà di supporto ai pazienti e ai loro familiari in un momento delicato come quello dell’attesa in Pronto Soccorso, contribuendo a fornire le migliori cure possibili con un approccio biopsicosociale».
L’iniziativa sarà monitorata nel corso dei prossimi mesi, con l’obiettivo di valutare gli esiti del progetto e individuare possibili sviluppi futuri nei servizi di emergenza-urgenza.
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