8 NOVEMBRE 2025

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8 NOVEMBRE 2025 - 09:35


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EMILIA-ROMAGNA: Sanità non regge, de Pascale, “troppi pazienti da fuori regione” | VIDEO

La sanità dell’Emilia-Romagna, da sempre considerata tra le più efficienti d’Italia, è oggi sotto forte pressione. A lanciare l’allarme è il presidente della Regione, Michele de Pascale, che in un’intervista a Radio 24 ha denunciato le difficoltà nel gestire l’afflusso crescente di pazienti provenienti da altre regioni. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha descritto una situazione di crescente difficoltà per il sistema sanitario regionale, da sempre considerato tra i più efficienti del Paese. Secondo il governatore, l’elevato afflusso di pazienti provenienti da altre regioni, un tempo motivo di orgoglio, starebbe oggi mettendo a dura prova la capacità del sistema di rispondere ai bisogni dei cittadini emiliano-romagnoli. La Regione continua ad attirare migliaia di persone ogni anno per interventi e visite specialistiche, ma le risorse disponibili non sono più sufficienti a sostenere la domanda complessiva. De Pascale ha evidenziato come la combinazione tra mobilità interregionale e sottofinanziamento della sanità pubblica stia generando una pressione insostenibile sulle strutture, con effetti diretti sui tempi di attesa e sull’efficienza dei servizi. Il presidente ha richiamato l’attenzione sul divario tra gli obiettivi fissati dalla Costituzione, che riconosce a tutti i cittadini il diritto universale alla cura, e la realtà di un sistema che riceve finanziamenti inferiori rispetto alla media europea. Per de Pascale la difficoltà non sarebbe legata solo alle scelte dell’attuale governo, ma a una linea di continuità politica che negli anni ha ridotto gli investimenti nel settore sanitario. Ha sottolineato inoltre la necessità di intervenire sull’appropriatezza delle prescrizioni e sulla gestione delle liste di attesa. L’attuale sistema di prenotazione, basato sulla rapidità piuttosto che sulle priorità cliniche, rischierebbe di penalizzare i pazienti con bisogni reali e di alimentare un utilizzo improprio delle risorse. Un altro punto critico individuato riguarda la medicina territoriale. Il presidente considera essenziale raggiungere un nuovo accordo con i medici di base per rafforzare la rete di prossimità, considerata il pilastro del sistema sanitario nazionale. Senza un’adeguata organizzazione della medicina generale, avverte, diventa impossibile garantire la tenuta complessiva del servizio pubblico.

Nel complesso, de Pascale descrive una sanità regionale ancora solida ma messa alla prova da un crescente squilibrio tra domanda e risorse. A suo avviso, serve un intervento strutturale sul piano finanziario e organizzativo, per evitare che anche i modelli considerati virtuosi finiscano per non reggere più.




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