ROMAGNA: Giornata contro AIDS, a breve vietata profilassi Prep a chi non è residente
Oggi, primo dicembre, è la giornata mondiale per la lotta all’AIDS. Nel mondo, in Italia e in Romagna, sono tuttora numerosi i nuovi contagi sebbene oggi sia possibile tenere sotto controllo l’infezione con farmaci innovativi e conducendo una vita normale o prevenirla grazie alle profilassi PREP. Ed è in questa giornata che emerge la notizia che nella nostra regione a breve chi non è residente in Emilia-Romagna si vedrà negato l’accesso al programma e chi è attualmente seguito negli ambulatori dovrà rivolgersi altrove. Una situazione, segnalata a Teleromagna da un utente dell'ospedale di Rimini evidentemente dovuta a problema di budget che però metterebbe a repentaglio la salute di coloro i quali vivono in Emilia-Romagna seppur residenti altrove (studenti, lavoratori ecc) o si recano nelle strutture sanitarie per questioni logistiche, di riservatezza o di carenza del servizio nel proprio luogo di residenza.
La Regione Emilia-Romagna, da noi interpellata, ha fatto sapere di aver dato disposizione di distribuire i farmaci in erogazione diretta ospedaliera in caso di dimissione da ricovero e a seguito di visita specialistica con carattere di urgenza. In caso di visita con prescrizione di terapia senza carattere di urgenza si chiede di fare riferimento ai centri della regione di residenza. Inoltre, un'eccezione a questa regola, è il trattamento dei pazienti HIV positivi. L'ente ha dunque confermato che l'erogazione della Prep è garantita solo agli assistiti della Regione Emilia-Romagna.
LA PROTESTA DI ARCIGAY
La sospensione di alcune prestazioni sanitarie ai non residenti in Emilia-Romagna, tra cui la profilassi PrEP contro l’Hiv, suscita la protesta di Arcigay Rimini. In una nota, il presidente dell’associazione e coordinatore regionale, Marco Tonti, definisce “particolarmente amara” la decisione, soprattutto in una giornata come quella odierna dedicata al rafforzamento dell’impegno contro i contagi da Hiv. Secondo Arcigay, il sottofinanziamento statale ai sistemi sanitari regionali sta accentuando le differenze tra territori, con effetti evidenti nelle province di confine come Rimini. Tonti richiama anche l’impatto “umano ed economico” delle misure preventive sulle infezioni sessualmente trasmesse, ricordando che “la prevenzione è sempre un risparmio”. Il presidente sottolinea come Rimini, città ad alta attrattività per studio, lavoro e turismo, debba poter garantire continuità terapeutica anche a chi non risiede in regione: un’esclusione, avverte, che rischia di “indebolire le politiche di prevenzione portate avanti da anni” dalla Regione e dall’Ausl della Romagna. Rimini – insieme a Parma – registra inoltre l’incidenza più alta di nuovi casi Hiv in Emilia-Romagna. Arcigay contesta anche l’impatto economico del provvedimento: “Il costo complessivo della PrEP in Emilia-Romagna è di 275mila euro, irrisorio nel bilancio regionale”, afferma Tonti. L’associazione rivolge infine un appello al presidente della Regione De Pascale e all’assessore alle Politiche per la Salute, Fabi, affinché la decisione venga rivista e i territori di confine siano dotati di risorse adeguate.
L'INTERVENTO DI FORZA ITALIA
"Proprio oggi, 1° dicembre, Giornata Mondiale per la Lotta all’AIDS, mentre istituzioni e comunità scientifica ricordano l’importanza della prevenzione e dell’accesso ai farmaci, in Emilia-Romagna arriva una notizia che definire assurda è poco: la Prep sarà garantita solo ai residenti. E tutti gli altri? Gli studenti fuori sede, i lavoratori, le persone che vivono qui stabilmente pur non avendo la residenza, cosa dovrebbero fare?
Tornare in Calabria, in Sicilia o nel Veneto per ritirare una terapia preventiva? È una scelta irragionevole e profondamente ingiusta"
Lo dichiara Aiello (Forza Italia), che sottolinea come tale decisione rischi di compromettere la salute di coloro che vivono, studiano o lavorano in Emilia-Romagna e che si rivolgono alle strutture locali per motivi di logistica, riservatezza o perché nei loro territori di origine il servizio non esiste o è poco accessibile.
La Regione ha comunicato che l’erogazione diretta ospedaliera sarà garantita solo in caso di dimissione da ricovero o di visita urgente. Per le visite non urgenti si chiede di rivolgersi ai centri della regione di residenza. Un’unica eccezione: i pazienti HIV positivi, per i quali la terapia resta garantita.
Ma per la Prep, strumento fondamentale di prevenzione, la linea resta rigida: solo residenti in Emilia-Romagna.
"Trovo inaccettabile – prosegue Aiello – che una Regione nota per il suo sistema sanitario decida, proprio nel giorno simbolo della lotta all’HIV, di restringere l’accesso a una terapia preventiva. E tutto questo per un presunto problema di budget che, in realtà, comporterebbe costi irrisori nel bilancio regionale. Parliamo di una spesa minima a fronte di un beneficio enorme: più prevenzione, meno infezioni, maggiore tutela della salute pubblica"
"Chiediamo all’assessore Fabi di rivalutare immediatamente questa scelta. La prevenzione non può essere riservata a pochi. Non può esistere un diritto alla salute a due velocità: uno per i residenti e uno per chi, pur vivendo qui, viene escluso per una mera formalità. La Prep deve restare accessibile a tutti gli utenti dell’Emilia-Romagna, non solo a chi ha la residenza"
CASADEI (M5S), "LA PREVENZIONE NON HA CONFINI
In occasione della Giornata mondiale per la lotta all’AIDS, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Lorenzo Casadei, lancia l’allarme sulla possibile sospensione della PrEP ai non residenti in Emilia-Romagna. Nel ricordare i progressi medici che oggi garantiscono alle persone con HIV un’aspettativa di vita paragonabile alla popolazione generale, Casadei sottolinea come le nuove diagnosi continuino a crescere e come la prevenzione resti “decisiva”, grazie a strumenti come PrEP e PEP e a percorsi di test e counselling ancora “troppo disomogenei” sul territorio nazionale.
Secondo il consigliere, la scelta di limitare l’accesso alla PrEP ai soli residenti rischia di colpire studenti fuorisede, pendolari e chi si rivolge ai servizi regionali per ragioni logistiche o di riservatezza, in un contesto di crescente diffusione di HIV e altre infezioni sessualmente trasmesse. Casadei riconosce il “forte sottofinanziamento” del Fondo sanitario nazionale, ma invita la Regione a non fare passi indietro proprio quando “il bisogno di prevenzione è più alto”.
“L’Emilia-Romagna resti in prima linea nella lotta all’HIV”, afferma Casadei, chiedendo che la Giornata mondiale contro l’AIDS sia l’occasione per confermare il sostegno istituzionale a chi sceglie la prevenzione e per rafforzare quei percorsi che hanno reso la regione “un punto di riferimento nazionale”.
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