12 DICEMBRE 2025

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12 DICEMBRE 2025 - 17:44


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BOLOGNA: Virtus-Hapoel, un centinaio di manifestanti in presidio

Sono un centinaio i manifestanti Pro Pal che si sono radunati al Giardino Parker Lennon di Bologna, per contestare lo svolgimento della partita di Eurolega basket tra Virtus e Hapoel Tel Aviv, che si terrà a partire dalle 20.30 in Fiera, alla 'Virtus Arena'. L'obiettivo è "boicottare Israele", dicendo no "all'ennesima partita del genocidio". Tante le bandiere e i vessilli della Palestina. La città teme di vivere nuovamente i momenti di tensione che sono andati in scena il 21 novembre, in occasione del match tra Virtus e Maccabi al Paladozza, che venne preceduto da una dura polemica tra il sindaco Lepore, che ne chiedeva lo spostamento per questioni di ordine pubblico e il ministro dell'Interno Piantedosi, deciso a far svolgere l'incontro. Al momento la situazione è tranquilla, i manifestanti sono in presidio. "Siamo in piazza perché esattamente come il 21 di novembre o come è accaduto anche ad Udine si gioca l'ennesima partita del genocidio. Riteniamo questo inaccettabile che le istituzioni nazionali e locali continuino a far fare dello sport washing al governo israeliano e indifferenti a più di tre anni di genocidio e a 77 anni di colonialismo e pulizia etnica del popolo palestinese", spiega un attivista dei Giovani Palestinesi. "E riteniamo che questo sia ancora più inaccettabile a Bologna all'ente fiera dove si giocherà la partita quest'oggi perché nel mese di maggio sia il Comune di Bologna, sia la Regione Emilia-Romagna che sono tra gli enti che controllano la fiera di Bologna hanno dichiarato di voler interrompere le relazioni con il governo israeliano".

 

Aggiornamento ore 13:12

 

Ieri sera, durante la manifestazione di protesta per la presenza a Bologna della squadra israeliana Hapoel Tel Aviv, al termine del corteo una persona ha imbrattato di vernice con una bomboletta spray la telecamera della troupe della Tgr Emilia-Romagna. Lo denuncia il comitato di redazione, condannando "fermamente questa azione aggressiva, che ha rischiato di compromettere la nostra possibilità di documentare quanto stava accadendo".

"Sappiamo ben distinguere la gravità degli eventi, sappiamo che la larghissima maggioranza dei manifestanti ha protestato in modo pacifico per continuare ad attirare l'attenzione sulla situazione umanitaria di Gaza, sui pesanti limiti della attuale tregua, e sulle aggressioni quotidiane a civili ancora in corso in Cisgiordania. Respingiamo dunque al mittente la possibile accusa di dare più peso a una telecamera rotta che a un bambino ucciso. Allo stesso tempo, ci troviamo costretti ancora una volta a difendere il diritto-dovere di svolgere il nostro lavoro. I giornalisti non devono mai essere bersagli, in nessun luogo e in nessun conflitto", aggiunge il cdr Rai Tgr Emilia-Romagna.
 




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