12 DICEMBRE 2025

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12 DICEMBRE 2025 - 11:42


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FORLI’: CGIL contro legge bilancio, "il Governo faccia passo indietro" | VIDEO

Anche Forlì sta partecipando allo sciopero generale indetto dalla CGIL, con presidi e iniziative organizzate sul territorio provinciale per contestare la legge di bilancio del Governo, giudicata dal sindacato come una manovra incoerente con le esigenze del Paese.

Secondo la segretaria regionale Isabella Pavolucci, la legge di bilancio risulta austera nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, in quanto non prevederebbe misure dedicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Viene inoltre segnalata l’assenza di investimenti utili a costruire un mercato del lavoro stabile, capace di ridurre la precarietà. Sul piano previdenziale, la manovra viene ritenuta penalizzante per pensionate e pensionati, poiché blocca i meccanismi di flessibilità. La Pavolucci evidenzia anche un impianto complessivo definito restrittivo per l’intera cittadinanza, con tagli lineari agli enti locali e una riduzione degli investimenti nel sistema di welfare. La segretaria sottolinea come il provvedimento risulti contraddittorio con il modello sociale dichiarato dal Governo. La segretaria generale di Forlì Cesena Maria Giorgini giudica la legge una manovra ingiusta che non affronterebbe l’emergenza salariale in corso. Secondo la segretaria provinciale, il provvedimento favorirebbe le fasce economicamente più forti del Paese sottraendo risorse fondamentali a settori come sanità, scuola ed enti locali. Tra i punti centrali della mobilitazione, il sindacato rivendica anche il blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile previsto dal 2027 con il ritorno alla Legge Fornero e il ripristino di strumenti come Opzione Donna e Quota 103.

Sia Isabella Pavolucci che Maria Giorgini esprimono forte contrarietà verso le scelte del Governo, chiedono un passo indietro e una revisione sostanziale della manovra.




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RAVENNA: Armi in transito dal porto, la Dogana dovrà fornire i dati

Il Consiglio di Stato ha confermato che l’Agenzia delle Dogane di Ravenna dovrà rendere disponibili i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto nel 2025. I giudici hanno respinto il ricorso dell’amministrazione, confermando la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che aveva accolto in parte la richiesta di accesso agli atti presentata dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato ravennate Andrea Maestri. All’inizio del 2026 Maggiori aveva chiesto di conoscere i quantitativi di armi, componenti e materiale bellico partiti dal porto, con una suddivisione per quadrimestre e per tipologia di operazione, tra esportazioni e transiti. La richiesta comprendeva anche, se disponibili, informazioni sulla provenienza e sulla destinazione dei carichi. Le Dogane avevano negato l’accesso, sostenendo che la diffusione delle informazioni avrebbe potuto danneggiare la sicurezza pubblica, la politica estera e gli interessi commerciali delle aziende coinvolte. Il Tar aveva però giudicato insufficienti queste motivazioni, osservando che i soli dati numerici relativi a un periodo già concluso non rappresentavano un rischio concreto per gli interessi indicati. Il Consiglio di Stato ha condiviso questa valutazione, sottolineando che la pubblicazione di informazioni quantitative riferite al passato permette di garantire la trasparenza senza compromettere gli altri interessi in gioco. I giudici hanno inoltre ricordato che altre autorità, tra cui le Dogane di Livorno, avevano già fornito dati analoghi. La decisione è stata accolta con soddisfazione da Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e dal gruppo dei Verdi/Ale al Parlamento europeo. «Oggi facciamo la storia della trasparenza», ha commentato Maestri.