12 FEBBRAIO 2025

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12 FEBBRAIO 2025 - 23:11


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BOLOGNA: Landini lancia i referendum su lavoro e cittadinanza, “al voto e alla lotta” | VIDEO

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, lancia da Bologna la campagna per il voto ai cinque referendum su cittadinanza e lavoro promossi dal sindacato, dicendosi ottimista sul raggiungimento del quorum

Dimezzare i tempi per la cittadinanza da 10 a 5 anni. Abrogare il decreto del Jobs Act in materia di licenziamenti illegittimi, cancellare il tetto all’indennità nei licenziamenti, eliminare alcune norme sull’utilizzo dei contratti a termine ed eliminare le misure che impediscono, in caso di infortunio sul lavoro, di estendere la responsabilità all’impresa appaltante. Sono in sintesi questi i cinque quesiti referendari promossi dalla Cgil, che dal PalaDozza di Bologna fa partire la sua campagna per il voto. “Sono il primo a sapere che portare a votate 26 milioni di persone non è facile, ma credo davvero che non sono abbiamo ragione -ha detto dal palco il segretario Maurizio Landini- ma che possiamo avere la forze insieme a tutti quelli che noi si vogliono battere per dimostrare che la maggioranza di questo Paese è fatta di gente per bene”. Oltre tremila i delegati, per una due giorni bolognese cominciata con Landini che suona la carica, lancia la sfida anche ai partiti sui referendum e replica alla premier Meloni, che di recente ha definito “tossica” la sua visione del conflitto. Al governo dico che deve abituarsi a discutere non solo con quelli che gli danno ragione” ha detto a margine. Landini propone poi un Election day mettendo insieme referendum e amministrative. “La libertà senza giustizia sociale è solo la libertà di morire di fame” ha aggiunto il segretario generale dal Palco, rilanciando: “I diritti non li ha mai regalati nessuno. E quando mi dicono stai facendo politica? Si. Perché la Cgil nella sua storia la politica l’ha sempre fatta. Al voto e alla lotta”.




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EMILIA-ROMAGNA: Giorno del Ricordo, foibe ed esodo, dialogo in Regione con studenti | VIDEO

Una mattinata di studio e confronto per trasformare una pagina complessa della storia italiana in memoria condivisa. In Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, a Bologna, il Giorno del Ricordo è stato dedicato alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori, chiamati a riflettere sulle vicende delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e del confine orientale nel secondo dopoguerra. Dopo i saluti istituzionali del presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri e l’introduzione di Gino Passarini, spazio all’approfondimento storico con la lectio magistralis di Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume. Micich ha definito l’incontro “molto stimolante”, sottolineando come i giovani abbiano posto domande dirette, interrogandosi sul perché questa storia sia stata a lungo dimenticata. “Abbiamo spiegato loro – ha evidenziato – che le ragioni sono state in gran parte ideologiche e politiche”. Un dialogo aperto che ha permesso di chiarire come le vicende del confine orientale siano state a lungo schiacciate da contrapposizioni e silenzi. “Questa storia – ha aggiunto Micich – insegna che totalitarismi e dittature, di destra o di sinistra, producono sempre violenza, persecuzioni e perdita dei diritti fondamentali”. A completare la giornata, le testimonianze degli esuli e la mostra fotografica dell’ANVGD dedicata a Fiume, Istria e Dalmazia, per restituire profondità storica e umana a una memoria ancora fragile ma necessaria.