20 MARZO 2025

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20 MARZO 2025 - 17:31


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RAVENNA: Porto, al via il progetto 5G

Al via, al Porto di Ravenna, il progetto 5G. Lo scalo romagnolo sta procedendo nella realizzazione della 'Mobile Private Network 5G', una rete che coprirà l'intera area garantendo connettività ultra-veloce, comunicazioni istantanee e massima sicurezza nella gestione dei dati. Nel dettaglio, spiegano dall'autorità Portuale, grazie a questa tecnologia, sarà possibile ottimizzare il traffico delle merci, ridurre i tempi di attesa delle navi e migliorare il coordinamento tra tutti gli attori del porto. Inoltre, viene evidenziato in una nota, l'Autorità Portuale sta anche sviluppando nuove funzionalità sul 'Port Community System' e ha attivato il sistema di gestione ferroviaria 'Rail Management Platform' in modo da ottimizzare i collegamenti intermodali. Parte della strategia digitale del porto ravennate, ancora, sarà l'attivazione dei varchi virtuali, prevista entro autunno, e il 'Digital Twin', una replica digitale dello stesso porto che consentirà simulazioni avanzate e una pianificazione più efficace delle attività




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RAVENNA: De Pascale, "piena vicinanza ai medici del Reparto di Malattie Infettive dell'ospedale"

"Tutta la comunità medica dell'Emilia-Romagna è profondamente scossa dall'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna. Per quasi nove anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell'ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, dopo una perquisizione.  "In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l'autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati - prosegue il presidente - In questo momento, l'unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese". Il riferimento è alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario", aggiunge de Pascale. "Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale - sottolinea de Pascale - il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l'idoneità all'invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale".