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14 MAGGIO 2025 - 10:23


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EMILIA-ROMAGNA: Energia, Regione individua aree idonee per impianti rinnovabili | VIDEO

La Regione ha approvato la delibera del progetto di legge per la localizzazione degli impianti di rinnovabili. La Giunta ha parlato di “sacrifici”, riguardo alle installazioni, che serviranno a ridurre le bollette.

 

La Giunta dell'Emilia-Romagna ha approvato la delibera del progetto di legge per la localizzazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili. Sullo sfondo c’è lo schema nazionale che prevede, entro il 2030, il raggiungimento di 6,3 GW di potenza da fonti rinnovabili in Emilia-Romagna rispetto al 2021.

Le aree ritenute idonee sono prima di tutto ex cave, zone industriali dismesse, discariche o aree a margine di infrastrutture escluse quelle agricole di pregio, zone protette, beni culturali e paesaggistici tutelati dalle pianificazioni. Idonee sono anche le aree agricole adiacenti ad autostrade o impianti industriali. E il fotovoltaico a terra non può superare il 2% della superficie agricola comunale utilizzata.

Le aree identificate dal progetto di legge potrebbero arrivare a produrre – in base ai calcoli della Regione – circa 10 GW. La giunta ha parlato di “sacrifici” da fare in termini di sottrazione di superfici agricole e di impatti paesaggistici al fine di ridurre le bollette per famiglie e imprese. "I sacrifici che dobbiamo fare rispetto al tema dell'installazione di fonti rinnovabili e, quindi, rispetto al tema di sottrarre superficie agricola o avere impatti paesaggistici, per noi devono avere prioritariamente l'effetto di cercare di ridurre le bollette: per i cittadini, ma anche per le imprese", ha spiegato de Pascale.




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RAVENNA: De Pascale, "piena vicinanza ai medici del Reparto di Malattie Infettive dell'ospedale"

"Tutta la comunità medica dell'Emilia-Romagna è profondamente scossa dall'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna. Per quasi nove anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell'ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, dopo una perquisizione.  "In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l'autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati - prosegue il presidente - In questo momento, l'unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese". Il riferimento è alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario", aggiunge de Pascale. "Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale - sottolinea de Pascale - il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l'idoneità all'invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale".