12 GIUGNO 2025

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12 GIUGNO 2025 - 16:20


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BOLOGNA: Incidenti stradali, nel primo trimestre del 2025 diminuiscono i numeri | VIDEO

Buone notizie per la città metropolitana di Bologna che nei primi tre mesi del 2025 ha fatto registrare un calo degli incidenti sulle strade: numeri positivi, che sono stati presentati nella sede della Prefettura dall’Osservatorio Provinciale per il monitoraggio degli incidenti stradali. 

Nel primo trimestre del 2025 scendono i numeri legati agli incidenti stradali. E’ quanto emerge dall’Osservatorio Provinciale per il monitoraggio degli incidenti dipendenti dall’eccesso di velocità nel bolognese. Numeri buoni, frutto del lavoro e delle campagne svolte per attenzionare chi è alla guida. Tra i dati forniti, si segnala anche una diminuzione degli incidenti nel fine settimana; resta invece il problema legato alla distrazione per l’uso del cellulare. Una Bologna che si destreggia tra il limite dei 30 all’ora e i tanti cantieri in città e sull’autostrada, spesso motivo di pericolo per gli automobilisti. A questo si aggiunge il tema degli autovelox, con uno studio in atto sulla loro utilità in alcune zone rispetto ad altre.

“Questi primi 3 mesi ci danno dei risultati confortanti – ha dichiarato il Prefetto di Bologna Ricci – nel senso che registriamo una sensibile riduzione dell’incidentalità, all’incirca intorno al 28%, una sensibile riduzione del numero dei feriti e anche del numero dei deceduti. Calano del 36%: si passa da undici deceduti nel periodo del 2024 ai sette di oggi”.

 




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MILANO: Uno Bianca, interrogati i Savi, Roberto non risponde ma Fabio parla

Enigmatico e sibillino davanti alle telecamere di 'Belve Crime', ma silenzioso con i magistrati bolognesi che sono andati ad interrogarlo nel carcere milanese di Bollate. Roberto Savi, uno dei capi della Banda della Uno Bianca, conferma la sua natura misteriosa, e avvalendosi della facoltà di non rispondere lascia cadere nel vuoto le dichiarazioni rilasciate nello studio di Francesca Fagnani, dove tra le altre cose aveva detto che alcune azioni criminali erano state 'imbeccate' dai Servizi e che il vero obiettivo della rapina all'armeria bolognese di via Volturno non erano le armi, ma uccidere l'ex carabiniere Pietro Capolungo. Il fratello Fabio, assistito dall'avvocata Emanuela Sabbi, risponde invece ad alcune domande dei pm, così come aveva fatto a Quarto Grado, seppur in trasmissione non aveva aggiunto nulla di nuovo alla storia già scritta del gruppo criminale, che tra il 1987 e il 1994 fece 23 morti e oltre cento feriti. Non c'è stata nessuna protezione della banda, nessun livello superiore, né una strategia del terrore, la sintesi della sua intervista televisiva, dove aveva ridimensionato le parole di Roberto in una sorta di duello a distanza sul piccolo schermo. Le dichiarazioni di Fabio ai pm sono secretate, ma da quello che si è potuto capire non avrebbero aggiunto informazioni particolarmente utili. A trent'anni dalle sentenze della Cassazione che hanno reso definitive le loro condanne, c'era attesa per gli interrogatori dei due fratelli - sentiti nella posizione di imputati in procedimento connesso - in particolare per quello di Roberto, 'il corto', assistito dall'avvocata Donatella Degirolamo, che avrebbe potuto spiegare meglio al capo della Procura di Bologna, Paolo Guido, e alla procuratrice aggiunta, Lucia Russo, le sue 'nuove verità', in particolare le ipotetiche coperture del gruppo. Niente di tutto questo però, visto che l'incontro con i pm è durato pochi minuti: il tempo di dichiarare la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere. "E' vergognoso che uno vada in tv per lanciare messaggi biascicati senza alcuna sostanza o prova possibile e quando vanno i magistrati a sentirlo non dica nulla. Questo conferma la totale inattendibilità del criminale", ha commentato Alberto Capolungo, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime. "E' ancora più grave che due assassini che hanno partecipato a tutti gli eventi diano versioni così contrastanti. Questo dimostra - ha aggiunto - che non possiamo assolutamente fidarci delle loro parole, illazioni o dei loro silenzi". Mentre il 'corto' e il 'lungo' si sono presi la scena, tra rivelazioni tutte da verificare, attacchi reciproci e messaggi lanciati via etere, proseguono le indagini della Procura di Bologna che sentirà anche tutti gli altri componenti della Banda ed è in attesa delle analisi del Ris su alcuni importanti reperti e identikit dell'epoca che potrebbero dare una svolta alle nuove indagini. I familiari delle vittime, che proprio oggi si sono riuniti nell'assemblea annuale dell'associazione, rilanciano, chiedendo di dare impulso a "nuove e più incisive attività investigative" e di investire "maggiori risorse umane, economiche e tecnologiche" per gli accertamenti.