18 GIUGNO 2025

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18 GIUGNO 2025 - 07:37


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BOLOGNA: De Pascale, sul Passante Governo parli con voce chiara | VIDEO

Tiene banco la questione legata all’opera infrastrutturale del Passante di Mezzo a Bologna. Lavori a rilento, con un solo cantiere partito: un problema che preoccupa l’amministrazione comunale bolognese e la regione, che attendono chiarezza sul da farsi.

“Nessun novità sul Passante di Mezzo”. A sottolinearlo è l’ Assessore alla Nuova Mobilità e Infrastrutture del Comune di Bologna Michele Campaniello. Un clima che preoccupa l’amministrazione comunale, che ha visto partire il “lotto 0”, ma non le successive fasi di cantierizzazione e che resta in attesa di una risposta da parte della Società Autostrade e del Governo. Un problema che va risolto istituzionalmente, secondo il Presidente della regione Michele de Pascale, per un punto strategico e fondamentale della mobilità bolognese e nazionale.

L’assessore Campaniello: “Sul Passante non ci sono novità, ed è una pessima notizia per Bologna. Il lotto zero è partito, ma il resto del progetto è fermo. Le voci che arrivano da Roma non sono rassicuranti”. Campaniello lamenta incertezza decisionale, rallentamenti inspiegabili e la mancanza di una visione chiara da parte della società Autostrade e del Governo: “Ogni volta che ci sediamo al tavolo emerge un nuovo problema. Intanto, i cantieri dovevano essere già tutti aperti”.

Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale ha chiesto una svolta: “Basta con le uscite fuori tempo massimo e le proposte fantasiose come il tunnel interrato. Il Governo parli con una voce chiara e istituzionale. Nessuno vuole scaricare responsabilità sul Governo, ma servono trasparenza e serietà. Il Passante è un’opera di interesse nazionale, fondamentale per la sicurezza, la capacità di transito e la fluidità del nodo di Bologna".




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RAVENNA: Armi in transito dal porto, la Dogana dovrà fornire i dati

Il Consiglio di Stato ha confermato che l’Agenzia delle Dogane di Ravenna dovrà rendere disponibili i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto nel 2025. I giudici hanno respinto il ricorso dell’amministrazione, confermando la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che aveva accolto in parte la richiesta di accesso agli atti presentata dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato ravennate Andrea Maestri. All’inizio del 2026 Maggiori aveva chiesto di conoscere i quantitativi di armi, componenti e materiale bellico partiti dal porto, con una suddivisione per quadrimestre e per tipologia di operazione, tra esportazioni e transiti. La richiesta comprendeva anche, se disponibili, informazioni sulla provenienza e sulla destinazione dei carichi. Le Dogane avevano negato l’accesso, sostenendo che la diffusione delle informazioni avrebbe potuto danneggiare la sicurezza pubblica, la politica estera e gli interessi commerciali delle aziende coinvolte. Il Tar aveva però giudicato insufficienti queste motivazioni, osservando che i soli dati numerici relativi a un periodo già concluso non rappresentavano un rischio concreto per gli interessi indicati. Il Consiglio di Stato ha condiviso questa valutazione, sottolineando che la pubblicazione di informazioni quantitative riferite al passato permette di garantire la trasparenza senza compromettere gli altri interessi in gioco. I giudici hanno inoltre ricordato che altre autorità, tra cui le Dogane di Livorno, avevano già fornito dati analoghi. La decisione è stata accolta con soddisfazione da Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e dal gruppo dei Verdi/Ale al Parlamento europeo. «Oggi facciamo la storia della trasparenza», ha commentato Maestri.