19 GIUGNO 2025

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19 GIUGNO 2025 - 16:24


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EMILIA ROMAGNA: Un arresto su quattro in regione, il Garante apre indagine | VIDEO

Numeri alti in regione per il passaggio di persone all’interno delle camere di sicurezza: un dato insolito, con il Garante dell’Emilia Romagna che ha deciso di aprire un progetto di monitoraggio, esteso anche a livello nazionale.

Un transito insolito all’interno delle camere di sicurezza dell’Emilia Romagna: accessi alti per una delle cinque regioni con più camere di sicurezza in Italia, che ha portato il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ad aprire un’indagine. Sono, infatti, 2.400 le persone che l’anno scorso sono transitate nelle camere di sicurezza regionali, con Rimini e Riccione che hanno fatto registrate il tasso più alto: un dato elevato, se comparato a quello nazionale che dice 17mila, con un arresto su quattro in Italia che si realizza solo in Emilia Romagna. Un’indagine in tutta l’Emilia Romagna, ampliata anche a livello nazionale, che porterà il garante regionale in visita nelle celle di sicurezza per valutarne le condizioni, per avere una stima completa dei dati e un quadro della situazione più chiaro.

 




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RAVENNA: Armi in transito dal porto, la Dogana dovrà fornire i dati

Il Consiglio di Stato ha confermato che l’Agenzia delle Dogane di Ravenna dovrà rendere disponibili i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto nel 2025. I giudici hanno respinto il ricorso dell’amministrazione, confermando la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che aveva accolto in parte la richiesta di accesso agli atti presentata dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato ravennate Andrea Maestri. All’inizio del 2026 Maggiori aveva chiesto di conoscere i quantitativi di armi, componenti e materiale bellico partiti dal porto, con una suddivisione per quadrimestre e per tipologia di operazione, tra esportazioni e transiti. La richiesta comprendeva anche, se disponibili, informazioni sulla provenienza e sulla destinazione dei carichi. Le Dogane avevano negato l’accesso, sostenendo che la diffusione delle informazioni avrebbe potuto danneggiare la sicurezza pubblica, la politica estera e gli interessi commerciali delle aziende coinvolte. Il Tar aveva però giudicato insufficienti queste motivazioni, osservando che i soli dati numerici relativi a un periodo già concluso non rappresentavano un rischio concreto per gli interessi indicati. Il Consiglio di Stato ha condiviso questa valutazione, sottolineando che la pubblicazione di informazioni quantitative riferite al passato permette di garantire la trasparenza senza compromettere gli altri interessi in gioco. I giudici hanno inoltre ricordato che altre autorità, tra cui le Dogane di Livorno, avevano già fornito dati analoghi. La decisione è stata accolta con soddisfazione da Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e dal gruppo dei Verdi/Ale al Parlamento europeo. «Oggi facciamo la storia della trasparenza», ha commentato Maestri.