9 GIUGNO 2025

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9 GIUGNO 2025 - 12:38


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BOLOGNA: Tram e caserma al Pilastro, raccolta firme contro i ritardi | VIDEO

A Bologna parte una raccolta firme per chiedere più attenzione al Pilastro. Residenti e istituzioni chiedono certezze su tram e sicurezza.

Il quartiere Pilastro di Bologna torna al centro del dibattito politico cittadino. Al centro la richiesta di completare la linea rossa del tram e aprire la nuova caserma dei Carabinieri, già costruita ma ancora inutilizzata. Questa mattina la federazione provinciale del PD ha lanciato una raccolta firme Con L’obiettivo di evitare che il Pilastro resti tagliato fuori dalla rete del tram, almeno fino al completamento dei lavori sul ponte autostradale.

Sul tavolo c'è anche la questione sicurezza con La caserma dei carabinieri che è pronta da mesi, ma non può entrare in funzione per via di rallentamenti burocratici legati ai ministeri competenti. Intanto i cittadini chiedono tempi certi e impegni concreti.




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RAVENNA: De Pascale, "piena vicinanza ai medici del Reparto di Malattie Infettive dell'ospedale"

"Tutta la comunità medica dell'Emilia-Romagna è profondamente scossa dall'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna. Per quasi nove anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell'ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, dopo una perquisizione.  "In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l'autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati - prosegue il presidente - In questo momento, l'unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese". Il riferimento è alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario", aggiunge de Pascale. "Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale - sottolinea de Pascale - il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l'idoneità all'invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale".