18 LUGLIO 2025

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18 LUGLIO 2025 - 17:17


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CESENA: Rockin'1000 Week, in attesa del doppio concerto-evento

Al via martedì 22 luglio la Rockin'1000 Week, una settimana di musica e condivisione che trasformerà Cesena in un palcoscenico a cielo aperto, in attesa della Rockin'1000 10 Years Celebration, per celebrare i dieci anni dalla nascita della più grande rock band del mondo con un ricco calendario di appuntamenti che anticipano la doppia data evento del 26 e 27 luglio all'Orogel Stadium-Dino Manuzzi, luogo simbolo da cui tutto è partito. La Rockin'1000 Week, in collaborazione con il Comune e Visit Romagna, si presenta con un ricco programma tra cui, il 23 luglio, la seconda tappa del Rockin'1000 Flash Coro, un format pensato per creare un'esperienza corale collettiva, dove il pubblico diventa protagonista, e la presentazione del libro 'Da Zero a Mille' con Fabio Zaffagnini, ideatore del progetto. Il calendario della settimana sarà completato da proiezioni di film iconici sul rock, esibizioni live, concerti delle scuole di musica locali, dj set e workshop. La Rockin'1000 week culminerà con le due date evento, 26 e 27, accompagnate dal direttore d'orchestra Daniel Plentz. Il cast vede tra i protagonisti di sabato i Negrita e Piero Pelù, mentre domenica saliranno sul palco Francesca Michielin, i Negramaro e Fast Animal & Slow Kids, e Peppe Vessicchio in veste di direttore d'orchestra. Lodovica Comello sarà la conduttrice delle due serate. Era il 2015 quando Fabio Zaffagnini iniziò a pensare alla nascita di questo progetto, riunendo mille musicisti a Cesena per suonare insieme e convincere i Foo Fighters ad esibirsi nella città romagnola. Da quel momento Rockin'1000 sono diventati un fenomeno globale, portando il format negli stadi più iconici del mondo. In scaletta il 26 e 27 brani storici di Beatles, Rolling Stones, Queen, David Bowie, Bruce Springsteen, Nirvana e tanti altri artisti.




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RAVENNA: De Pascale, "piena vicinanza ai medici del Reparto di Malattie Infettive dell'ospedale"

"Tutta la comunità medica dell'Emilia-Romagna è profondamente scossa dall'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna. Per quasi nove anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell'ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, dopo una perquisizione.  "In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l'autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati - prosegue il presidente - In questo momento, l'unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese". Il riferimento è alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario", aggiunge de Pascale. "Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale - sottolinea de Pascale - il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l'idoneità all'invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale".