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8 LUGLIO 2025 - 11:21


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RAVENNA: Schiano su allarme zanzare, “situazione migliorata” | VIDEO

Con il caldo estivo torna la minaccia delle zanzare, non solo per le punture fastidiose ma soprattutto per i virus che possono trasmettere. E su Ravenna si sono abbattuti sciami davvero aggressivi causati dalle forti piogge del 16  giugno che hanno creato le condizioni ideali per la proliferazione in ristagni d’acqua. Il Comune ha risposto con interventi adulticidi extra, attivati dal 26 giugno al 3 luglio, su tutto il territorio ravennate, dal centro ai lidi. Ora l’allarme è rientrato, ma resta fondamentale la prevenzione. L’amministrazione invita i cittadini a eliminare i ristagni d’acqua nelle aree private e a ritirare gratuitamente i prodotti larvicidi disponibili presso gli uffici comunali.

Nel frattempo, l’Ausl Romagna segnala per il 2025 un caso confermato a Ravenna di infezione trasmessa da zanzare tigre (Dengue, Zika o Chikungunya). Non solo, a Rimini altri 3 casi, 2 a Cesena, 1 a Forlì. Sono stati così attivati i protocolli di sicurezza sanitaria con trattamenti mirati nelle aree interessate e monitoraggio continuo tramite ovitrappole.




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RAVENNA: De Pascale, "piena vicinanza ai medici del Reparto di Malattie Infettive dell'ospedale"

"Tutta la comunità medica dell'Emilia-Romagna è profondamente scossa dall'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna. Per quasi nove anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell'ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, dopo una perquisizione.  "In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l'autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati - prosegue il presidente - In questo momento, l'unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese". Il riferimento è alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario", aggiunge de Pascale. "Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale - sottolinea de Pascale - il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l'idoneità all'invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale".