7 AGOSTO 2025

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7 AGOSTO 2025 - 13:14


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RIMINI: Spiaggia libera tutti lancia “Cammina con noi”, visite guidate in Joelette

Inizia un nuovo modo di visitare Rimini e il suo centro storico dando la possibilità a tutti di farlo superando le barriere architettoniche e le difficoltà  di  movimento. Spiaggia libera tutti, la prima spiaggia completamente accessibile di Rimini, che dallo scorso 16 giugno rappresenta un modello concreto di inclusione sociale e abbattimento delle barriere, in collaborazione con “Nati con la camicia di jeans aps” per tutta l'estate 2025 organizzano visite guidate con partenza dalla spiaggia nel centro storico di Rimini in Joelette, la carrozzina da fuori strada a una ruota che permette lo svolgimento di percorsi a persone con mobilità ridotta. Le camminate culturali sono gratuite e si svolgeranno in orario 18 – 21 in alcune  giornate infrasettimanali. Le prossime date in programma sono, venerdì 8 agosto, mercoledì 13 agosto, lunedì 18 agosto e venerdì 5 settembre. Si tratta di eventi dedicati per i portatori di disabilità ma comunque aperti alla partecipazione di tutti. Percorso : Porto canale – Borgo San Giuliano - ponte di Tiberio – Piazza Cavour – Duomo - Arco D'Augusto – Lungomare – Spiaggia libera tutti.

Cosa e' la joelette 

La Joelette è una carrozzina da fuori strada a una ruota che permette lo svolgimento di percorsi a persone con mobilità ridotta o in situazione di handicap, sia esso un bambino o un adulto, anche se totalmente dipendente, grazie all’aiuto di  accompagnatori. Consente di praticare escursioni su ogni tipo di strade, sentieri e anche nei boschi. "NATI CON LA CAMICIA DI JEANS APS" è una Associazione di Promozione Sociale nata nel 2023 con sede a Santarcangelo di Romagna. Organizzano trekking e ciclopasseggiate. Con l’iniziariva  "CAMMINA CON NOI" si pongono come obiettivo il superamento delle barriere fisiche e mentali che ostacolano l'inclusione sociale.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

RAVENNA: De Pascale, "piena vicinanza ai medici del Reparto di Malattie Infettive dell'ospedale"

"Tutta la comunità medica dell'Emilia-Romagna è profondamente scossa dall'indagine aperta dalla Procura di Ravenna, nei confronti di sei medici del reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Ravenna. Per quasi nove anni sono stato sindaco della città, compresi gli anni del Covid, conosco uno per uno i reparti e i volti di quell'ospedale e so bene quali sentimenti stanno attraversando i professionisti e le professioniste del Santa Maria delle Croci. A ciascuno di loro va il mio abbraccio e la vicinanza piena della Regione Emilia-Romagna". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla vicenda che vede coinvolti alcuni dirigenti medici del reparto di Malattie infettive di Ravenna, dopo una perquisizione.  "In tutta la mia esperienza politica ho sempre avuto assoluto rispetto per l'autonomia delle Procure e preteso altrettanto rispetto per la presunzione di innocenza degli indagati e degli imputati - prosegue il presidente - In questo momento, l'unica cosa certa è che ci sono sei medici, innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e, senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccati pubblicamente da una delle massime autorità del Paese". Il riferimento è alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini. "I professionisti e le professioniste che lavorano nel Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna devono sapere che, anche davanti a legittime attività di indagine, la loro Regione e la loro comunità hanno fiducia in loro fino a che non venga provato il contrario", aggiunge de Pascale. "Detto questo, uscendo dal loro caso specifico, dalla loro presunzione di innocenza, e dal carattere personale di qualsiasi eventuale responsabilità penale - sottolinea de Pascale - il problema per paradosso è ancora più complesso, perché in linea generale, oggi la normativa italiana e le direttive ministeriali, peraltro in larga parte non modificate da questo Governo, scaricano sui medici delle Ausl italiane una responsabilità enorme, quella di stabilire o meno l'idoneità all'invio al Cpr per malattie infettive o psichiatriche, peraltro in assenza di linee guida sanitarie chiare e condivise a livello nazionale".