12 GENNAIO 2026

15:35

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

567 visualizzazioni


12 GENNAIO 2026 - 15:35


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

567 visualizzazioni



ROMAGNA: Il caso delle criticità della Polizia Stradale in Appennino

Gravi disagi operativi e logistici per il personale della Sottosezione della Polizia Stradale di Bagno di Romagna. A denunciarli è il sindacato di Polizia SIULP, che parla di una situazione ormai non più sostenibile per gli agenti impegnati quotidianamente sulla superstrada E45, nel tratto Ravenna–Sansepolcro, arteria ad alta incidentalità e priva in molti punti di corsie di emergenza.

Nonostante l’attività svolta senza soluzione di continuità, h24, il SIULP evidenzia come le segnalazioni e le richieste avanzate al Compartimento della Polizia Stradale di Bologna non abbiano prodotto, ad oggi, risposte concrete. Per questo motivo il sindacato ha chiesto un intervento urgente del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e di ANAS su tre criticità ritenute prioritarie.

La prima riguarda il mancato riconoscimento dell’indennità autostradale. Gli operatori in servizio sulla E45 risultano infatti esclusi dai benefici economici previsti per altre tratte con analoghi livelli di rischio e carico di lavoro. Il SIULP sollecita la stipula di una specifica convenzione con ANAS che consenta di equiparare il trattamento accessorio a quello dei colleghi impiegati su infrastrutture simili.

Altro nodo cruciale è l’emergenza logistica. L’attuale sede del reparto è interessata da una procedura di sfratto a causa del mancato rinnovo del contratto di locazione. A ciò si aggiunge l’inadeguatezza strutturale degli uffici e la carenza di alloggi collettivi, che costringe soprattutto il personale più giovane a sostenere costi elevati nel mercato immobiliare locale. Il sindacato chiede l’individuazione immediata di una nuova sede idonea, in grado di garantire condizioni dignitose di lavoro e la continuità del presidio sul territorio.

Infine, la carenza di organico. Attualmente la Sottosezione opera con meno di 30 unità, un numero giudicato insufficiente per assicurare la copertura dei turni e la sicurezza degli stessi operatori. Una situazione aggravata da recenti trasferimenti non accompagnati da nuove assegnazioni. Da qui la richiesta di un invio urgente di personale per ristabilire livelli minimi di funzionalità.

Secondo il SIULP, un intervento immediato del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e di ANAS è ormai imprescindibile per sanare una situazione che, oltre a compromettere l’efficienza del servizio, rischia di ledere i diritti e la professionalità degli agenti in servizio a Bagno di Romagna.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

FERRARA: Sgombero del grattacielo, attimi di rabbia per chi non aveva certezze

Qualche momento di rabbia, lacrime ma soprattutto tantissima dignità hanno caratterizzato gli ultimi inquilini delle torri A e C di Ferrara che hanno dovuto forzatamente lasciare le loro abitazioni all'alba di questa mattina. Una volta che le forze dell'ordine, assieme ai Vigili del Fuoco, assistenti sociali e volontari hanno effettuato l'accesso ai condomini, le persone hanno iniziato ad uscire alla spicciolata cercando di caricare i propri averi su furgoni ed automobili. Frigoriferi, lettini per neonati, animali domestici, mobili e tanto altro ancora sono stati trasportati fuori dagli appartamenti senza che la polizia sia dovuta intervenire per sedare le resistenze. Non sono mancati attimi di rabbia, soprattutto per chi non aveva ancora certezze riguardo a dove avrebbe trascorso la notte. Dopo qualche difficoltà organizzativa iniziale, gli uffici comunali dei Servizi alla Persona sono riusciti ad avere un quadro definitivo della situazione. A tutti è stato garantito un tetto sopra la testa, seppur temporaneamente. In alcuni casi, per ragioni logistiche, i padri sono stati separati da mogli e figli, ma appunto in via del tutto temporanea. Tanti altri nuclei familiari sono invece riusciti a rimanere assieme in varie sistemazioni fornite dai servizi di assistenza. Un prezioso contributo l'ha anche dato la Caritas diocesana, che ha garantito la disponibilità di svariati posti letto presso il complesso di San Bartolo, in sinergia con l'Ausl. Oltre alle famiglie in difficoltà, questa soluzione è stata pensata come appoggio anche per lavoratori soli che abitavano al grattacielo.