EMILIA-ROMAGNA: Regione commissariata su dimensionamento scolastico, "Noi virtuosi"
Svolta nel lungo braccio di ferro tra Regioni e Governo sul dimensionamento, ovvero la riorganizzazione degli istituti scolastici. Lunedì il Consiglio dei ministri ha deciso di commissariare l’Emilia-Romagna e altre tre Regioni - Toscana, Umbria e Sardegna, tutte guidate dal centrosinistra - che non hanno ancora approvato i piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico. La misura rientra tra le riforme previste dal Pnrr: l'obiettivo è adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca. Si tratta di una riorganizzazione amministrativa che non comporta la chiusura di plessi scolastici. “Un provvedimento necessario”, ha commentato il ministro Valditara. Sulla riforma c'è da tempo tra Stato e Regioni un contenzioso a colpi di sentenze. La disposizione ha provocato la rabbia del presidente dell’Emilia-Romagna de Pascale. "Siamo molto più virtuosi rispetto ai parametri nazionali, con una rete più efficiente della media- ha tuonato - ma ci viene imposto un ulteriore taglio di 17 autonomie. Per noi difendere la scuola pubblica è una scelta morale. I numeri dicono che dovremmo avere più dirigenti scolastici, non meno". Il Pd è insorto per voce di tanti suoi esponenti, da Bakkali a Gnassi. "La scelta del governo di procedere alla nomina di un commissario ad acta - hanno sostenuto - sembra voler ridurre ogni questione a un semplice calcolo matematico, ignorando le peculiarità ". Sulla stessa linea gli esponenti M5S. “E’ una sonora bocciatura politica per la Regione Emilia-Romagna e per il PD che la governa", ha commentato Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d'Italia in Assemblea legislativa.
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