15 GENNAIO 2026

09:36

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

779 visualizzazioni


15 GENNAIO 2026 - 09:36


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

779 visualizzazioni



CESENA: Crans-Montana, la cattolichina Palmieri verso il Bufalini

Sarà trasferita con tutta probabilità all’ospedale Bufalini di Cesena Eleonora Palmieri, la giovane cattolichina rimasta ferita nella tragedia di capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. L’assessore al welfare lombardo Bertolaso ha annunciato infatti che la 29enne, insieme a un altro dei giovani che ha riportato ferite gravissime nell’incendio del locale Constellation, sarà ricoverata più vicina a casa, al centro grandi ustionati del nosocomio cesenate, appena le sue condizioni lo consentiranno. Il trasferimento dal Niguarda di Milano dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. Si attendono invece novità sul fronte dell’autopsia disposta sul corpo di Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese tra le vittime del rogo. L’esame avrebbe dovuto svolgersi nei giorni scorsi, ma è stato rimandato. L’obiettivo dell’autopsia è di chiarire se la morte sia dovuta alle ustioni oppure, come sembrerebbe, alle esalazioni del fumo. Intanto proseguono le indagini sulla tragedia. Manca un fascicolo tra le tante carte sequestrate dalla polizia del Vallese ai coniugi Moretti, titolari del locale. Forse il più importante: quello con la documentazione amministrativa del 2015 sulla ristrutturazione del disco-bar teatro del rogo di Capodanno, in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. E' quanto emerge dai verbali dell'inchiesta che vede come indagata la coppia di imprenditori per i reati di omicidio, lesioni e incendio colposi. Oltre alla vicenda giudiziaria si apre ora il complesso capitolo dei risarcimenti. Il primo passo lo ha fatto mercoledì il Cantone del Vallese, deliberando un primo aiuto di emergenza di circa 10mila euro per ciascuna famiglia coinvolta.




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

FERRARA: Sgombero del grattacielo, attimi di rabbia per chi non aveva certezze

Qualche momento di rabbia, lacrime ma soprattutto tantissima dignità hanno caratterizzato gli ultimi inquilini delle torri A e C di Ferrara che hanno dovuto forzatamente lasciare le loro abitazioni all'alba di questa mattina. Una volta che le forze dell'ordine, assieme ai Vigili del Fuoco, assistenti sociali e volontari hanno effettuato l'accesso ai condomini, le persone hanno iniziato ad uscire alla spicciolata cercando di caricare i propri averi su furgoni ed automobili. Frigoriferi, lettini per neonati, animali domestici, mobili e tanto altro ancora sono stati trasportati fuori dagli appartamenti senza che la polizia sia dovuta intervenire per sedare le resistenze. Non sono mancati attimi di rabbia, soprattutto per chi non aveva ancora certezze riguardo a dove avrebbe trascorso la notte. Dopo qualche difficoltà organizzativa iniziale, gli uffici comunali dei Servizi alla Persona sono riusciti ad avere un quadro definitivo della situazione. A tutti è stato garantito un tetto sopra la testa, seppur temporaneamente. In alcuni casi, per ragioni logistiche, i padri sono stati separati da mogli e figli, ma appunto in via del tutto temporanea. Tanti altri nuclei familiari sono invece riusciti a rimanere assieme in varie sistemazioni fornite dai servizi di assistenza. Un prezioso contributo l'ha anche dato la Caritas diocesana, che ha garantito la disponibilità di svariati posti letto presso il complesso di San Bartolo, in sinergia con l'Ausl. Oltre alle famiglie in difficoltà, questa soluzione è stata pensata come appoggio anche per lavoratori soli che abitavano al grattacielo.