21 GENNAIO 2026

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21 GENNAIO 2026 - 11:48


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FORLÌ-CESENA: Capitale della Cultura, tra un mese l’incontro decisivo al Ministero | VIDEO

Si sono rimessi subito al lavoro a Forlì dopo l’annuncio che la città è entrata in finale, assieme a Cesena, per il titolo di Capitale della Cultura 2028. La notizia è arrivata martedì pomeriggio e, in realtà, non è stata una sorpresa per il sindaco Zattini, fiducioso nella candidatura presentata mesi fa: «Ci contavamo, prima di tutto non per un falso orgoglio, ma per la bontà del nostro dossier, che tutti quelli che l’hanno visionato definiscono davvero un piccolo capolavoro».

All’inizio le città candidate erano 23, ora ne sono rimaste 10. Il percorso è ancora lungo. Le finaliste verranno convocate per un’audizione al Ministero della Cultura il 26 e il 27 febbraio. Un mese dopo, il 27 marzo, ci sarà l’assegnazione ufficiale.

Forlì e Cesena ora si stanno muovendo per dare risalto mediatico al proprio dossier e per coinvolgere le realtà del territorio: «La notizia di ieri ha avuto tantissimi riscontri da parte di imprese, associazioni e gruppi che si rendono disponibili a essere parte attiva del processo. Dobbiamo dimostrare che ci siamo tutti dietro a questo bellissimo progetto. Oltretutto lo ritengo un bell’incontro tra due città, perché abbiamo lavorato molto bene con Cesena e quindi portiamo avanti davvero quest’idea che la cultura è di tutti, che non ha colore politico, che è uno strumento di democrazia senza eguali».




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FERRARA: Sgombero del grattacielo, attimi di rabbia per chi non aveva certezze

Qualche momento di rabbia, lacrime ma soprattutto tantissima dignità hanno caratterizzato gli ultimi inquilini delle torri A e C di Ferrara che hanno dovuto forzatamente lasciare le loro abitazioni all'alba di questa mattina. Una volta che le forze dell'ordine, assieme ai Vigili del Fuoco, assistenti sociali e volontari hanno effettuato l'accesso ai condomini, le persone hanno iniziato ad uscire alla spicciolata cercando di caricare i propri averi su furgoni ed automobili. Frigoriferi, lettini per neonati, animali domestici, mobili e tanto altro ancora sono stati trasportati fuori dagli appartamenti senza che la polizia sia dovuta intervenire per sedare le resistenze. Non sono mancati attimi di rabbia, soprattutto per chi non aveva ancora certezze riguardo a dove avrebbe trascorso la notte. Dopo qualche difficoltà organizzativa iniziale, gli uffici comunali dei Servizi alla Persona sono riusciti ad avere un quadro definitivo della situazione. A tutti è stato garantito un tetto sopra la testa, seppur temporaneamente. In alcuni casi, per ragioni logistiche, i padri sono stati separati da mogli e figli, ma appunto in via del tutto temporanea. Tanti altri nuclei familiari sono invece riusciti a rimanere assieme in varie sistemazioni fornite dai servizi di assistenza. Un prezioso contributo l'ha anche dato la Caritas diocesana, che ha garantito la disponibilità di svariati posti letto presso il complesso di San Bartolo, in sinergia con l'Ausl. Oltre alle famiglie in difficoltà, questa soluzione è stata pensata come appoggio anche per lavoratori soli che abitavano al grattacielo.