21 GENNAIO 2026

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21 GENNAIO 2026 - 14:52


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ROMA: Urso, “chiediamo a Aeffe un piano di rilancio credibile”

Alla luce dell'annunciato licenziamento di 221 dipendenti di Aeffe, tra la sede riminese di San Giovanni in Marignano e quella di Milano, "chiediamo all'azienda un piano di rilancio credibile, sostenibile e duraturo, in grado di offrire prospettive industriali e occupazionali concrete".

Così, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso in occasione del tavolo sulla crisi della maison del lusso tenuto nella sede del Mimit.

Nel corso della riunione indetta per "monitorare l'evoluzione della vertenza", spiegano dal ministero, è stata ribadita "la necessità" che Aeffe, titolare di marchi come Alberta Ferretti, Moschino e Pollini, "presenti un piano di rilancio solido, anche attraverso il rafforzamento della compagine societaria, confermando al contempo la massima disponibilità a sostenerla con tutti gli strumenti a disposizione".

Nel garantire un monitoraggio sugli sviluppi della vicenda, il Mimit ha annunciato un nuovo incontro, già fissato per il prossimo 2 marzo.




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FERRARA: Sgombero del grattacielo, attimi di rabbia per chi non aveva certezze

Qualche momento di rabbia, lacrime ma soprattutto tantissima dignità hanno caratterizzato gli ultimi inquilini delle torri A e C di Ferrara che hanno dovuto forzatamente lasciare le loro abitazioni all'alba di questa mattina. Una volta che le forze dell'ordine, assieme ai Vigili del Fuoco, assistenti sociali e volontari hanno effettuato l'accesso ai condomini, le persone hanno iniziato ad uscire alla spicciolata cercando di caricare i propri averi su furgoni ed automobili. Frigoriferi, lettini per neonati, animali domestici, mobili e tanto altro ancora sono stati trasportati fuori dagli appartamenti senza che la polizia sia dovuta intervenire per sedare le resistenze. Non sono mancati attimi di rabbia, soprattutto per chi non aveva ancora certezze riguardo a dove avrebbe trascorso la notte. Dopo qualche difficoltà organizzativa iniziale, gli uffici comunali dei Servizi alla Persona sono riusciti ad avere un quadro definitivo della situazione. A tutti è stato garantito un tetto sopra la testa, seppur temporaneamente. In alcuni casi, per ragioni logistiche, i padri sono stati separati da mogli e figli, ma appunto in via del tutto temporanea. Tanti altri nuclei familiari sono invece riusciti a rimanere assieme in varie sistemazioni fornite dai servizi di assistenza. Un prezioso contributo l'ha anche dato la Caritas diocesana, che ha garantito la disponibilità di svariati posti letto presso il complesso di San Bartolo, in sinergia con l'Ausl. Oltre alle famiglie in difficoltà, questa soluzione è stata pensata come appoggio anche per lavoratori soli che abitavano al grattacielo.