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RICCIONE: Capitale del Mare ‘26, presentata la candidatura, piano da 5,5 milioni | VIDEO

Riccione si è ufficialmente candidata a Capitale italiana del Mare 2026. Svelato il dossier che poggia su di un piano da oltre 5 milioni di euro che unisce riqualificazione urbana e tutela dell’ambiente.

 

Un patto di comunità. Così lo intende il Comune di Riccione il dossier appena presentato al ministero con cui si candidata a diventare Capitale italiana del Mare 2026. Un progetto ambizione che fa riferimento su investimenti pari a 5 milioni e mezzo di euro che mirano a trasformare il volto della costa: dal nuovo lungomare alla riqualificazione del Porto canale. “È un'opportunità che non abbiamo voluto perdere, perché siamo una città di mare – ha detto a margine della conferenza stampa la sindaca Daniela Angelini -. Con la consapevolezza che la nostra storia nasce dal mare con la volontà di intravedere un futuro proprio da esso”.

Una candidatura che si regge sulla coralità degli attori coinvolti: bagnini, Club nautico, i volontari della Fondazione Cetacea e le associazioni di categoria. “Abbiamo messo insieme tutte le realtà che lavorano col mare per fare un dossier che riteniamo vincente”, ha spiegato la prima cittadina.

Il titolo del dossier è “Un tuffo nel sogno”. L’obiettivo è promuovere un turismo d’eccellenza in grado di convivere con la salvaguardia dell’ecosistema. Sostegno già incassato da Regione e Provincia. “Una città come Riccione può fare turismo d'eccellenza tenendo in considerazione la salvaguardia dell'ecosistema e dell'ambiente, sia da un punto di vista ambientale, economico e sociale – ha concluso Angelini -. Abbiamo puntato su elementi identitari di forza”.




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FERRARA: Sgombero del grattacielo, attimi di rabbia per chi non aveva certezze

Qualche momento di rabbia, lacrime ma soprattutto tantissima dignità hanno caratterizzato gli ultimi inquilini delle torri A e C di Ferrara che hanno dovuto forzatamente lasciare le loro abitazioni all'alba di questa mattina. Una volta che le forze dell'ordine, assieme ai Vigili del Fuoco, assistenti sociali e volontari hanno effettuato l'accesso ai condomini, le persone hanno iniziato ad uscire alla spicciolata cercando di caricare i propri averi su furgoni ed automobili. Frigoriferi, lettini per neonati, animali domestici, mobili e tanto altro ancora sono stati trasportati fuori dagli appartamenti senza che la polizia sia dovuta intervenire per sedare le resistenze. Non sono mancati attimi di rabbia, soprattutto per chi non aveva ancora certezze riguardo a dove avrebbe trascorso la notte. Dopo qualche difficoltà organizzativa iniziale, gli uffici comunali dei Servizi alla Persona sono riusciti ad avere un quadro definitivo della situazione. A tutti è stato garantito un tetto sopra la testa, seppur temporaneamente. In alcuni casi, per ragioni logistiche, i padri sono stati separati da mogli e figli, ma appunto in via del tutto temporanea. Tanti altri nuclei familiari sono invece riusciti a rimanere assieme in varie sistemazioni fornite dai servizi di assistenza. Un prezioso contributo l'ha anche dato la Caritas diocesana, che ha garantito la disponibilità di svariati posti letto presso il complesso di San Bartolo, in sinergia con l'Ausl. Oltre alle famiglie in difficoltà, questa soluzione è stata pensata come appoggio anche per lavoratori soli che abitavano al grattacielo.