23 GENNAIO 2026

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23 GENNAIO 2026 - 13:42


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BOLOGNA: Città 30, poche sanzioni e molte polemiche

Dopo la bocciatura del Tar, Città 30 resta al centro del confrontopolitico. I numeri parlano chiaro: nel primo anno di applicazione lemulte erano state 89, mentre nei primi sei mesi del 2025 se necontano appena tre. Un dato che ha riacceso lo scontro in Consigliocomunale.Il sindaco Lepore difende la misura e attacca le critiche: «Città 30non è propaganda, ma una scelta di sicurezza per ridurre incidenti emortalità sulle strade».Più tecnico il commento dell’assessore alla Mobilità Campaniello,che ridimensiona la portata della sentenza: «Il Tar non ha messo indiscussione la bontà della misura, ma ha rilevato irregolarità formalinel modo in cui è stata adottata. Le multe erano valide perchécomminate con limiti in vigore».Dall’opposizione parlano invece di un provvedimento inefficace,rimasto sulla carta, e di controlli mai realmente entrati a regime.Una vicenda che continua a dividere la città.




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FERRARA: Sgombero del grattacielo, attimi di rabbia per chi non aveva certezze

Qualche momento di rabbia, lacrime ma soprattutto tantissima dignità hanno caratterizzato gli ultimi inquilini delle torri A e C di Ferrara che hanno dovuto forzatamente lasciare le loro abitazioni all'alba di questa mattina. Una volta che le forze dell'ordine, assieme ai Vigili del Fuoco, assistenti sociali e volontari hanno effettuato l'accesso ai condomini, le persone hanno iniziato ad uscire alla spicciolata cercando di caricare i propri averi su furgoni ed automobili. Frigoriferi, lettini per neonati, animali domestici, mobili e tanto altro ancora sono stati trasportati fuori dagli appartamenti senza che la polizia sia dovuta intervenire per sedare le resistenze. Non sono mancati attimi di rabbia, soprattutto per chi non aveva ancora certezze riguardo a dove avrebbe trascorso la notte. Dopo qualche difficoltà organizzativa iniziale, gli uffici comunali dei Servizi alla Persona sono riusciti ad avere un quadro definitivo della situazione. A tutti è stato garantito un tetto sopra la testa, seppur temporaneamente. In alcuni casi, per ragioni logistiche, i padri sono stati separati da mogli e figli, ma appunto in via del tutto temporanea. Tanti altri nuclei familiari sono invece riusciti a rimanere assieme in varie sistemazioni fornite dai servizi di assistenza. Un prezioso contributo l'ha anche dato la Caritas diocesana, che ha garantito la disponibilità di svariati posti letto presso il complesso di San Bartolo, in sinergia con l'Ausl. Oltre alle famiglie in difficoltà, questa soluzione è stata pensata come appoggio anche per lavoratori soli che abitavano al grattacielo.