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BOLOGNA: Piantedosi “Serve il Cpr, basta fare ideologia” | VIDEO

A Bologna per presentare il libro “Dalla parte delle divise”, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi affronta i principali temi di sicurezza nazionale, dal Centro di permanenza per i rimpatri agli attacchi alle infrastrutture ferroviarie. 

Sul Cpr, senza citare direttamente il sindaco Matteo Lepore, il ministro rivendica la competenza statale: “È una funzione dello Stato” e “non si può dire sempre no”. Per Piantedosi si tratta di uno strumento necessario per rendere effettive le espulsioni, mentre le opposizioni sarebbero dettate da “ragioni ideologiche”. Il Viminale intende andare avanti con il progetto anche in Emilia-Romagna.

Ampio il passaggio sull’ordine pubblico. “Non amo né i feriti né gli arrestati, amo molto di più una società in cui la libertà di manifestazione del pensiero possa essere garantita senza che ci siano né feriti né arresti”, ha dichiarato. E ha aggiunto: “Gli arresti da una parte e i feriti dall’altra non sono quello che perseguiamo. Dobbiamo fare in modo che queste cose siano prevenute il più possibile”. Un riferimento anche ad alcune decisioni giudiziarie sugli arresti durante le manifestazioni: “Mi pare di aver letto che in qualche caso è stato combinato a qualcuno di sottoporsi all’obbligo di firma compatibilmente con gli impegni che aveva”.

Sicurezza al centro anche per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie. I dati diffusi dal Viminale parlano di 49 attacchi alle linee delle Ferrovie dello Stato nel 2025, contro i 9 del 2024 e nessuno nel 2023

 




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RAVENNA: Armi in transito dal porto, la Dogana dovrà fornire i dati

Il Consiglio di Stato ha confermato che l’Agenzia delle Dogane di Ravenna dovrà rendere disponibili i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto nel 2025. I giudici hanno respinto il ricorso dell’amministrazione, confermando la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che aveva accolto in parte la richiesta di accesso agli atti presentata dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato ravennate Andrea Maestri. All’inizio del 2026 Maggiori aveva chiesto di conoscere i quantitativi di armi, componenti e materiale bellico partiti dal porto, con una suddivisione per quadrimestre e per tipologia di operazione, tra esportazioni e transiti. La richiesta comprendeva anche, se disponibili, informazioni sulla provenienza e sulla destinazione dei carichi. Le Dogane avevano negato l’accesso, sostenendo che la diffusione delle informazioni avrebbe potuto danneggiare la sicurezza pubblica, la politica estera e gli interessi commerciali delle aziende coinvolte. Il Tar aveva però giudicato insufficienti queste motivazioni, osservando che i soli dati numerici relativi a un periodo già concluso non rappresentavano un rischio concreto per gli interessi indicati. Il Consiglio di Stato ha condiviso questa valutazione, sottolineando che la pubblicazione di informazioni quantitative riferite al passato permette di garantire la trasparenza senza compromettere gli altri interessi in gioco. I giudici hanno inoltre ricordato che altre autorità, tra cui le Dogane di Livorno, avevano già fornito dati analoghi. La decisione è stata accolta con soddisfazione da Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e dal gruppo dei Verdi/Ale al Parlamento europeo. «Oggi facciamo la storia della trasparenza», ha commentato Maestri.