14 FEBBRAIO 2026

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FORLÌ: Foibe ed esodo raccontati da Fausto Biloslvavo | VIDEO

È stato presentato a Forlì con una vera e propria lezione di storia sUl tema delle foibe e dell’esodo giuliano-fiumano-dalmata, il nuovo libro del reporter di guerra Fausto Biloslavo. Si intitola “Le pagine strappate della storia” e ripercorre nel dettaglio i tragici momenti dell’occupazione jugoslava di Trieste e Gorizia e il terrore comunista sul confine orientale di Italia al termine della Seconda Guerra Mondiale.

 

Oltre 10mila vite spezzate sull’altopiano del Carso; più di 300 mila storie di famiglie forzatamente divise e strappate dalle proprie terre riunite solo dalle masserizie stipate nel Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste; indotte ad andarsene. Bambini costretti ad assistere al massacro dei padri e alle violenza sulle madri. Uomini e donne prelevati dalle loro case e mai più tornati.

Sono solo alcune delle tragiche vicende raccontate ne “Le pagine strappate della storia”, il nuovo libro di Fausto Biloslavo presentato anche a Forlì. Giornalista e reporter di guerra da oltre quarant’anni, figlio di esuli e nipote di nonno infoibato, Biloslavo ripercorre le drammatiche fasi dell’esodo giuliano-dalmata e la tremenda esperienza delle foibe. Pagine di storia italiana cancellate dalla stessa matrice: l’ideologia comunista del maresciallo Tito e del connivente Partito Comunista iitaliano. Tito che, ad armistizio firmato, il 3 maggio 1945 invade Trieste e Gorizia infoibando decine di migliaia di italiani ritenuti nemici della “Jugoslavia”. Una pulizia etnica, politica e ideologia che, alla ritirata del IX Korpus titino, portò nella sola foiba di Basovizza, divenuto monumento nazionale nel 1992 e sede della cerimonia del “Giorno del Ricordo” ogni 10 febbraio dal 2004 quando venne introdotta con legge dello Stato votata a maggioranza da tutto il Parlamento (furono solo 12 i voti contrari: quelli di deputati e senatori del PCI ndr.), all’estrazione di 450 metri cubi di corpi esanimi.

Fino al cimitero a cielo aperto della Slovenia, dove l’ultima foiba scoperta delle 700 cavità scoperte tra grotte, fosse comuni e appunto foibe, a Kočevski Rog, vede la riesumazione di 3.540 cadaveri.

Nel mezzo la sofferenza degli eredi di esuli e infoibati. Alimentata da un oblio pilotato da coloro che credevano “fratelli”. Italiani. Come loro.




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BOLOGNA: Elisabetta Riva lascia la sovrintendenza del Comunale

Elisabetta Riva è "costretta" a lasciare in anticipo, alla fine di ottobre, l'incarico di Sovrintendente della Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Lo comunicano la stessa fondazione e il Comune di Bologna, spiegando che sono sopravvenuti "gravi motivi di salute familiare che richiedono il suo ritorno e la sua presenza stabile in Argentina". Riva era sovrintendente del teatro bolognese da aprile 2025. "Per me è umanamente doloroso questo passaggio - afferma il sindaco Matteo Lepore - Elisabetta è stata una sovrintendente brillante e capace, ha saputo tessere nuovi e importanti rapporti con i lavoratori e la città. Le continueremo ad essere accanto in questa fase difficile della sua vita. Come presidente, insieme al Consiglio assicurerò massimo impegno per una continuità virtuosa. Siamo già in contatto con il ministro Giuli e i suoi uffici per definire al più presto il prossimo sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna". Anche Elisabetta Riva ringrazia sindaco, il Consiglio di indirizzo, il ministero della Cultura, la Regione e tutta la Fondazione "per la fiducia accordatale e l'opportunità ricevuta, esprimendo gratitudine per l'esperienza professionale e umana vissuta a Bologna" con "un pensiero di speciale riconoscenza a tutte le lavoratrici e i lavoratori del Teatro". "È stata una scelta molto difficile - dice Riva - dettata da circostanze familiari che mi impongono di rivedere le mie priorità".