RAVENNA: “Stipendi pagati in ritardo”, la protesta degli autisti degli scuolabus | VIDEO
Protesta a Ravenna degli autisti degli scuolabus che lamentano un ritardo nel pagamento degli stipendi. Si attende ora la nuova gara di appalto del Comune per la nuova gestione del servizio
“Il Comune riveda la collaborazione con la ditta che gestisce i trasporti scolastici e che paga costantemente in ritardo stipendi ad autisti e assistenti di viaggio.”
È questa la richiesta avanzata dal sindacato Filt Cgil, che ha raccolto le proteste di circa 40 lavoratori assunti dalla ditta Scoppio Autolinee, compagnia pugliese alla quale da diversi anni è affidato in appalto il servizio di scuolabus su tutto il territorio ravennate.
“Scoppio Autolinee paga continuamente in ritardo – spiega Enzo Zizzamia della Filt Cgil – venendo meno anche agli accordi sottoscritti con il sindacato, nei quali si era impegnata a garantire la puntualità nel pagamento delle retribuzioni ordinarie. A oggi, però, ciò non è avvenuto”.
A confermare la situazione è anche una ex dipendente: “Non sono mai stati puntuali. Io ho lavorato nei periodi 2024-25 e 2025: non c’è mai stata regolarità. Ancora oggi, a febbraio, non ho ricevuto lo stipendio di dicembre”.
Tra pochi giorni in Comune si aprirà una nuova gara d’appalto per l’affidamento del servizio di trasporto scolastico. Formalmente Scoppio Autolinee non si è ripresentata, ma solo sulla carta: “Ad oggi Scoppio Autolinee non risulta iscritta al bando di Ravenna – prosegue Zizzamia – tuttavia è subentrata la Sabato Viaggi, che possiamo definire di fatto l’azienda principale riconducibile a Scoppio Autolinee”.
L’appello del sindacato è dunque rivolto al Comune, affinché tuteli i lavoratori e garantisca un servizio stabile ed efficiente: “Affidare un appalto pubblico comunale a un’azienda che richiede continue sollecitazioni per pagare gli stipendi crea difficoltà non solo ai lavoratori, ma anche ai cittadini che usufruiscono quotidianamente del servizio scuolabus.
Chiediamo quindi al Comune di effettuare controlli più rigorosi e migliorativi sulle aziende che partecipano agli appalti, affinché una situazione del genere non si ripeta mai più”.
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