EMILIA-ROMAGNA: Truffa alla Regione, i vertici di Eon Reality a processo il 28 ottobre | VIDEO
Finisce a processo la contrapposizione tra il gruppo californiano Eon Reality e la Regione Emilia-Romagna, con al centro un finanziamento pubblico da circa 6,3 milioni di euro ottenuto nel 2017 nell’ambito di un bando per l’attrattività delle imprese innovative e successivamente revocato dalla giunta regionale. Il gup Claudio Paris ha rinviato a giudizio tre persone: due figure ai vertici dell’azienda e un commercialista. La prima udienza del processo è stata fissata per il 28 ottobre. È stata invece stralciata dall’udienza preliminare la posizione di un quarto imputato, attualmente irreperibile. Le accuse contestate a vario titolo sono associazione a delinquere, truffa aggravata, malversazione di erogazioni pubbliche, reati fallimentari e tentata estorsione. Al centro dell’indagine c’è il contributo concesso a Eon Reality Inc. per un progetto di sviluppo tecnologico in Emilia-Romagna. Il piano prevedeva la realizzazione di un centro digitale interattivo dedicato alle tecnologie immersive nel territorio bolognese. L’investimento complessivo annunciato era di circa 24 milioni e 350 mila euro. Di questa cifra, 6,3 milioni provenivano da fondi regionali. Il piano industriale prevedeva inoltre la creazione di 160 posti di lavoro a tempo indeterminato entro il 2022 nella sede di Casalecchio di Reno dove operava la società partecipata Eon Reality Italia srl. Il progetto, tuttavia, non è mai stato realizzato. La società italiana è stata successivamente portata al fallimento. Nel processo si sono costituiti parte civile la Regione Emilia-Romagna, la curatela fallimentare e una persona inizialmente indagata e poi archiviata, indicata come vittima della tentata estorsione.
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