EMILIA-ROMAGNA: Post-alluvione e Agenzia ItaliaMeteo, l’audizione di de Pascale
Giudizio positivo sulle nuove norme che ampliano le possibilità di delocalizzazione degli immobili nei territori colpiti dalle alluvioni, ma netta contrarietà alla scelta di trasferire da Bologna a Roma l’Agenzia nazionale per la meteorologia ItaliaMeteo. Sono le posizioni espresse dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, intervenuto oggi in audizione alla commissione Ambiente della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, che introduce misure urgenti dopo gli eventi meteorologici eccezionali che nel gennaio scorso hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia.
Il provvedimento contiene anche misure sulla ricostruzione nei territori dell’Emilia-Romagna colpiti dall’alluvione del 2023, tra cui le nuove disposizioni sulle delocalizzazioni. Le norme ampliano il perimetro degli interventi finanziabili con contributo pubblico, estendendo i casi ammissibili a includere immobili sgomberati per ragioni di sicurezza legate all’alluvione e consentendo di ricostruire o acquistare un’abitazione anche in un Comune limitrofo, superando il vincolo che finora limitava l’intervento al solo Comune in cui si trova l’immobile originario.
Diverso, invece, il giudizio espresso sulla riorganizzazione dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo, l’ente istituito per coordinare e sviluppare le attività di meteorologia e climatologia nel Paese, che oggi ha sede al Dama Tecnopolo di Bologna. La legge di bilancio 2026 ha ridefinito la governance di ItaliaMeteo, affidandone la guida al Dipartimento nazionale della Protezione civile. In questo quadro il Governo ha scelto di trasferire la sede dell’Agenzia da Bologna a Roma, così come indicato anche nel decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, all’articolo 18. Un passaggio che dovrebbe avvenire già nei prossimi giorni, a partire dal 16 marzo. Una decisione contestata dalla Regione Emilia-Romagna: il presidente Michele de Pascale, già la scorsa settimana con una lettera inviata alla presidente del Consiglio e ai ministri competenti, ha chiesto all’Esecutivo di aprire un confronto su questo provvedimento, senza ricevere alcuna risposta.
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