6 MARZO 2026

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6 MARZO 2026 - 12:52


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CESENA: La 90enne Ada Gualtieri si racconta, "ero una piccola balilla" | FOTO

A Cesena prosegue il progetto della Memoteca comunale, uno spazio digitale dedicato alla raccolta e alla conservazione delle testimonianze sulla storia del Novecento, in particolare sugli anni del fascismo, del passaggio del fronte e della ricostruzione nel dopoguerra. Dopo la pubblicazione online, nel dicembre 2025, delle prime interviste sul sito del Comune, prende ora il via una seconda fase di raccolta dei racconti, realizzata in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena. Tra le nuove testimonianze figurano quelle di Ada Gualtieri, novantenne (nella foto), e del pediatra cesenate Giancarlo Biasini.

“Ero una piccola balilla” racconta Ada Gualtieri. “Andavamo a scuola con la divisa bianca e lo stemma del fascio”. La scuola fascista faceva parte della vita quotidiana. Le bambine venivano portate a fare ginnastica all’ex Gil e, alla fine delle attività, ricevevano un panino con la marmellata. “Io e mia sorella ne mangiavamo uno in due, l’altro lo portavamo a casa alla nostra mamma”. La miseria, allora, era di casa: spesso facevano fatica perfino a mettere insieme un pasto. Il padre era lontano, ricoverato al sanatorio di Vecchiazzano perché malato. Poi arrivò il 1944, l’anno che Ada non ha mai dimenticato: i soldati tedeschi con i fucili puntati, la paura nelle strade, e anche la violenza improvvisa, quando uno di loro le diede un calcio. In quello stesso anno morì sua madre, Giulietta Zanoli a seguito di un’incursione aerea. Dopo la guerra la famiglia non c’era più. Ada finì a Modena e per sette anni non riuscì a rivedere i suoi. Sono ricordi che ancora oggi tornano alla memoria, nitidi e dolorosi, come se il tempo non fosse mai passato.

Il progetto nasce nel 2024 nell’ambito delle celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione di Cesena e si collega al programma europeo ArchEthics, dedicato alla valorizzazione del patrimonio architettonico dei regimi totalitari. Nel suo racconto, Ada Gualtieri rievoca l’infanzia durante il fascismo, la scuola con la divisa da piccola balilla, la povertà quotidiana e la paura del 1944, segnata dalla presenza dei soldati tedeschi e dalla morte della madre durante un’incursione aerea.




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EMILIA-ROMAGNA: Aeroporti, in Assemblea si discute del progetto di legge

Al via in Assemblea legislativa la discussione sul progetto di legge della giunta regionale su aeroporti e mobilità che è stato illustrato dai relatori di maggioranza, Andrea Massari (Pd), e di minoranza, Francesco Sassone (FdI). L’obiettivo è mettere gli aeroporti in rete per far crescere l’attrattività dell’Emilia-Romagna, con una maggiore connessione tra trasporto aereo e quello ferroviario e fluviale per ridurre l’inquinamento e velocizzare i collegamenti. Per Massari “questo è un progetto di legge che da un lato fa crescere i piccoli aeroporti e dall’altro, insieme a Bologna, permette di creare un piano complessivo regionale. Che questo sia un bel progetto di legge lo dimostra come gli operatori economici del settore lo hanno accolto: molti hanno già variato le proprie attività accogliendo le opportunità offerte da queste norme”. Massari ha anche sottolineato l'importanza dell'intermodalità nei trasporti, potenziando quello su ferro. Diversa la posizione di Sassone che ricorda: “Manca completamente una visione complessiva, non ci viene detto come, quando e dove verranno fatti gli investimenti e perché l’applicazione della legge viene rinviata ad atti amministrativi di cui ora non siamo informati”. Sassone ha ricordato come il numero dei voli su Bologna non cali e di come sia necessario affrontare il tema degli aeroporti stagionali: ad esempio a Rimini ci possono essere molti più utenti in estate che nelle altre stagioni. In attesa del voto definitivo, il progetto di legge è oggetto del dibattito tra le forze politiche che è stato aperto dagli interventi di Pietro Vignali (Forza Italia) e Giancarlo Tagliaferri (FdI).   Per Vignali “la cabina di regia è uno sforzo, se pur tardivo, di riconoscere i nostri aeroporti, ma non basta. Le risorse messe a disposizione annualmente, 4 milioni di euro, sono irrisorie se si considera che la metà dovrà essere destinata alla copertura dei mancati introiti della council tax. Non è possibile a queste condizioni avere un sistema attrattivo. Non si può ignorare la saturazione dello scalo di Bologna: il progetto di legge non affronta i limiti di sviluppo e rischia di alimentare concorrenza tra scali. Serve la partecipazione diretta delle società di gestione degli aeroporti, oltre alla modifica della legge urbanistica regionale per dare un futuro alla logistica”. Tagliaferri ha evidenziato “la mancanza di una visione complessiva col rischio di avere interventi che si sommano ma non si integrano. Abbiamo quattro scali con potenzialità diverse, il porto di Ravenna e una rete ferroviaria che dovrebbe essere un asse modale ma mettere insieme tutto ciò richiede una visione. Occorre collegare la rete aeroportuale con quella ferroviaria e se ciò non avviene in modo strutturato si rischia che il sistema si muova male. Mancano anche strategia e responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche che deve essere trasparente e verificabile per misurare la qualità dell’azione pubblica”. Cosa prevede la proposta di legge Il progetto di legge introduce una cornice organica di intervento sul settore e prevede uno stanziamento stabile di 4 milioni di euro all’anno, di cui 2 milioni per l’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco (la cosiddetta council tax). La proposta della Giunta prevede, in particolare, di incrementare il flusso turistico degli aeroporti minori (ovvero quelli con un traffico inferiore a 700mila passeggeri all’anno). A tal fine viene data attuazione alle disposizioni della legge di Bilancio di previsione dello Stato per il 2026 che hanno stabilito la disapplicazione, a decorrere dal 1° gennaio 2026, della cosiddetta council tax negli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma e di attivare interventi nel settore del trasporto delle merci in coerenza con gli obiettivi indicati dalla programmazione nazionale e regionale. Grazie a un emendamento nella legge di bilancio nazionale, la Regione ha infatti ottenuto la facoltà di eliminare l’imposta aeroportuale facendosi carico dei mancati introiti per i Comuni interessati.   Il progetto di legge avrà come punto di forza l’istituzione di una cabina di regia per avere una visione di sistema su scala regionale e garantire l’efficacia delle strategie di sviluppo infrastrutturale nei territori sede degli scali aeroportuali: Parma, Bologna, Forlì e Rimini. La cabina di regia sarà composta da Regione, Comuni sedi di aeroporti, Azienda di promozione turistica regionale, Unioncamere Emilia-Romagna, gestori aeroportuali, inoltre potrà essere integrata anche con la partecipazione dei rappresentanti di ministero dei Trasporti, Enac ed Enav (previo accordo con lo Stato), nonché con altri soggetti pubblici interessati. All’obiettivo di promuovere lo sviluppo degli aeroporti, si affianca quello di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e perseguire la crescita del trasporto ferroviario delle merci. A tal fine la Regione incentiverà l’avvio e la realizzazione di servizi di trasporto ferroviario intermodale, di trasporto fluviale e fluvio-marittimo e potrà concedere contributi nel limite massimo di 4milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, di cui 2 milioni per l’abolizione della council tax, istituendo appositi capitoli di bilancio.