BOLOGNA: Malori al 118, il 6 maggio la sentenza per l'ex coordinatore Claudio Tacconi
Bisognerà attendere il 6 maggio per giungere alla sentenza sul caso degli avvelenamenti sospetti agli operatori della centrale Emilia Est del 118, che vede come unico imputato l'ex coordinatore della centrale all'ospedale Maggiore di Bologna, Claudio Tacconi, accusato di lesioni e stalking ai danni dei suoi colleghi, oltre che di simulazione di reato. Lo ha stabilito il Gup del Tribunale di Bologna, Andrea Romito, al termine dell'udienza di questa mattina: il processo si svolge con la formula del rito abbreviato.
Lo scorso 8 aprile la pm Francesca Rago aveva chiesto di condannare alla pena di due anni l'ex coordinatore della centrale del 118 al Maggiore. Dopodiché avevano discusso i legali delle dieci parti civili, tra le quali l'Ausl e l'Ordine degli infermieri. Alcune delle presunte vittime sono difese dagli avvocati Davide Bicocchi e Silvia Zanuccoli. Questa mattina, invece, ha preso la parola l'avvocato Gabriele Bordoni, legale di Claudio Tacconi che si è sempre dichiarato innocente.
Secondo la Procura, invece, Tacconi avrebbe provocato malori a dieci persone, tutti operatori della centrale, facendogli assumere farmaci mescolati a bevande e alimenti. Così facendo avrebbe creato un clima di sospetto, paura e diffidenza in un ambiente di lavoro delicato come lo è una centrale del 118, in particolare nel reparto degli operatori di elisoccorso. Gli episodi contestati sono avvenuti tra il marzo del 2020 e il novembre del 2023.
L'accusa di simulazione di reato riguarda invece tre episodi: in due casi Tacconi aveva dichiarato di essere stato a sua volta intossicato, mentre il terzo riguarda una rapina che l'ex coordinatore disse di aver subito da parte di ignoti, ma che per la Procura avrebbe inscenato per allontanare i sospetti su di lui.
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