7 APRILE 2026

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7 APRILE 2026 - 18:22


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BOLOGNA: Strage di Suviana, Cgil, “Bisogna sapere cosa è successo affinché non si ripeta” | VIDEO

Procedono a rilento le indagini per individuare i possibili responsabili della tragedia alla centrale di Bargi nel bacino di Suviana, nel bolognese: a distanza di due anni, dove sette lavoratori persero al vita, tutto è ancora fermo.

A due anni dalla tragedia della Centrale idroelettrica di Bargi, nell’appenino bolognese, dove persero la vita sette lavoratori, restano lunghi i tempi per arrivare alla verità. Da quel 9 aprile del 2024, indagini a rilento e difficoltà nell’accedere alle aree ancora allagate. “Un costo alto ma necessario l’operazione per svuotare il bacino”, sottolinea la Cgil, per una struttura chiusa ormai da due anni, con gravi ripercussioni per il territorio.

Si accelera per la creazione di un cronoprogramma, con un tavolo in regione e con la collaborazione di tutte le parti chiamate in causa: un passo necessario per evitare che questa tragedia, secondo la Cgil, rischi di restare tale senza l’individuazione di alcun responsabile.




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RAVENNA: Armi in transito dal porto, la Dogana dovrà fornire i dati

Il Consiglio di Stato ha confermato che l’Agenzia delle Dogane di Ravenna dovrà rendere disponibili i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto nel 2025. I giudici hanno respinto il ricorso dell’amministrazione, confermando la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che aveva accolto in parte la richiesta di accesso agli atti presentata dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato ravennate Andrea Maestri. All’inizio del 2026 Maggiori aveva chiesto di conoscere i quantitativi di armi, componenti e materiale bellico partiti dal porto, con una suddivisione per quadrimestre e per tipologia di operazione, tra esportazioni e transiti. La richiesta comprendeva anche, se disponibili, informazioni sulla provenienza e sulla destinazione dei carichi. Le Dogane avevano negato l’accesso, sostenendo che la diffusione delle informazioni avrebbe potuto danneggiare la sicurezza pubblica, la politica estera e gli interessi commerciali delle aziende coinvolte. Il Tar aveva però giudicato insufficienti queste motivazioni, osservando che i soli dati numerici relativi a un periodo già concluso non rappresentavano un rischio concreto per gli interessi indicati. Il Consiglio di Stato ha condiviso questa valutazione, sottolineando che la pubblicazione di informazioni quantitative riferite al passato permette di garantire la trasparenza senza compromettere gli altri interessi in gioco. I giudici hanno inoltre ricordato che altre autorità, tra cui le Dogane di Livorno, avevano già fornito dati analoghi. La decisione è stata accolta con soddisfazione da Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e dal gruppo dei Verdi/Ale al Parlamento europeo. «Oggi facciamo la storia della trasparenza», ha commentato Maestri.