16 MAGGIO 2026

10:08

NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

831 visualizzazioni


16 MAGGIO 2026 - 10:08


NOTIZIA DI ATTUALITÀ

DI

831 visualizzazioni



CESENA: Oltresavio, 3 anni dopo l’alluvione, “Non ci sentiamo sicuri”

Oggi sono tre anni dall’alluvione che ha colpito la Romagna. Ieri a Cesena i cittadini che abitano vicino al fiume Savio si sono incontrati per fare il punto della situazione sulla sicurezza delle loro case.

È iniziato con la benedizione del fiume, per chiedere protezione per gli abitanti, l’incontro organizzato dal Comitato Alluvionati di Cesena nella parrocchia di San Rocco, nella zona Oltresavio, quella che più di ogni altra venne stravolta dagli allagamenti del maggio 2023. Il ricordo dell’acqua che sale dalle fognature e invade le case è ancora vivo e intenso.

Tre anni dopo, gli abitanti del quartiere si sono incontrati per fare il punto della situazione, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. La scorsa estate sono stati effettuati lavori sul fiume Savio per rinforzare gli argini e aumentarne la portata, ma secondo i residenti non basta. Ora si attende il piano dell’Autorità di Bacino, anche se non mancano le perplessità, soprattutto sui tempi.

«Al momento ce n’è una completata, che era già prevista, e altre due che devono ancora essere definite – spiega Mauro Mazzotti del Comitato Alluvionati –. Avevano parlato di giugno, ma su tre interventi previsti, solo uno è stato concluso: evidentemente i conti non tornano».

Nel frattempo c’è una novità che riguarda proprio i comitati degli alluvionati, sorti a decine in tutta la Romagna nelle varie zone colpite dagli allagamenti: l’idea di creare un’unica associazione, così da avere una voce comune ai tavoli di confronto.

«Il progetto è questo: molti sono d’accordo nel creare un unico comitato, per essere presenti e discutere le decisioni, senza subirle passivamente. Perché qui sembra che tutti parlino e tutti decidano, ma alla fine quelli che subiscono le conseguenze siamo noi».




ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ

RAVENNA: Armi in transito dal porto, la Dogana dovrà fornire i dati

Il Consiglio di Stato ha confermato che l’Agenzia delle Dogane di Ravenna dovrà rendere disponibili i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto nel 2025. I giudici hanno respinto il ricorso dell’amministrazione, confermando la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna, che aveva accolto in parte la richiesta di accesso agli atti presentata dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato ravennate Andrea Maestri. All’inizio del 2026 Maggiori aveva chiesto di conoscere i quantitativi di armi, componenti e materiale bellico partiti dal porto, con una suddivisione per quadrimestre e per tipologia di operazione, tra esportazioni e transiti. La richiesta comprendeva anche, se disponibili, informazioni sulla provenienza e sulla destinazione dei carichi. Le Dogane avevano negato l’accesso, sostenendo che la diffusione delle informazioni avrebbe potuto danneggiare la sicurezza pubblica, la politica estera e gli interessi commerciali delle aziende coinvolte. Il Tar aveva però giudicato insufficienti queste motivazioni, osservando che i soli dati numerici relativi a un periodo già concluso non rappresentavano un rischio concreto per gli interessi indicati. Il Consiglio di Stato ha condiviso questa valutazione, sottolineando che la pubblicazione di informazioni quantitative riferite al passato permette di garantire la trasparenza senza compromettere gli altri interessi in gioco. I giudici hanno inoltre ricordato che altre autorità, tra cui le Dogane di Livorno, avevano già fornito dati analoghi. La decisione è stata accolta con soddisfazione da Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e dal gruppo dei Verdi/Ale al Parlamento europeo. «Oggi facciamo la storia della trasparenza», ha commentato Maestri.