CESENATICO: Costo gasolio, l’allarme dal porto, “Pesca non più sostenibile”
Pescatori romagnoli sempre più in difficoltà a causa dell’aumento del costo del gasolio. Non è arrivato ancora nessun aiuto dal governo.
«Il guadagno, praticamente, viene divorato dall’aumento delle spese. Quello che prima rappresentava il nostro margine oggi se ne va tutto con il caro gasolio».
Un aumento del prezzo del gasolio di oltre il doppio in appena due mesi: da 60 centesimi a 1,30 euro al litro. È questa la principale difficoltà con cui devono fare i conti i pescatori romagnoli, alle prese con i rincari dovuti alla chiusura dello stretto di Ormuz, che ha fatto schizzare alle stelle il prezzo del petrolio. Al momento, però, dal governo non è arrivato alcun aiuto concreto: non è stato previsto un taglio del costo del carburante per la categoria. Esiste la possibilità del credito d’imposta, ma il provvedimento non è ancora entrato in vigore.
«È stato istituito il credito d’imposta durante la guerra in Ucraina – spiega Claudio Cesarini della cooperativa pescatori di Cesenatico – però, al momento, non abbiamo ancora gli strumenti per poterlo utilizzare. Non è stato emanato il decreto attuativo. Di fatto, quindi, non è arrivato ancora nessun aiuto».
I pescatori di Cesenatico, in questi giorni, hanno unito le forze con quelli di tutto l’Alto Adriatico, da Rimini ad Ancona, per chiedere al governo una strategia condivisa. Il problema, però, nasce a monte: non è più possibile convivere con oscillazioni del prezzo del gasolio così improvvise.
«Il gasolio è una spesa viva che pesa anche sui dipendenti che lavorano sulle barche e che inevitabilmente si ripercuote sul consumatore finale, attraverso l’aumento del prezzo del pesce al dettaglio. Per potersi sostenere, il settore della pesca ha bisogno di un costo del gasolio relativamente basso e stabile. In queste condizioni, la pesca non riesce più a reggere».
ALTRE NOTIZIE DI ATTUALITÀ