LUGO: Riqualificazione e ampliamento del depuratore di Hera, investimento da 11 mln
Si sono recentemente conclusi gli importanti interventi di riqualificazione e ampliamento del depuratore Hera a Lugo, realizzati in circa due anni e mezzo, per un investimento complessivo che supera gli 11 milioni di euro.
L’impianto di depurazione, di tipo biologico a fanghi attivi e articolato su più linee di trattamento, serve un agglomerato di ampia estensione territoriale, che comprende, integralmente o in parte, i Comuni di Lugo, Bagnara di Romagna, Cotignola, Sant’Agata sul Santerno, Solarolo e Castel Bolognese.
Il sistema fognario afferente è costituito da 49 impianti di sollevamento e da 121 scaricatori di piena e opere di presa, e si sviluppa su una rete complessiva di circa 403 km. Gli interventi hanno comportato un importante investimento di oltre 11 milioni di euro, nell’ambito del Piano Interventi del Servizio Idrico Integrato, di cui quasi 6 milioni finanziati da Hera per le sezioni del depuratore e oltre 5,3 milioni da Romagna Acque Società delle Fonti per l’intervento sulla vasca di prima pioggia. I lavori sono finalizzati ad incrementare la capacità di trattamento dell’impianto in coerenza con le esigenze del territorio, a migliorare le prestazioni ambientali mediante la riduzione degli scarichi inquinanti durante gli eventi meteorici estremi e ad adeguare alcune sezioni impiantistiche ormai obsolete.
Prima dell’intervento, infatti, il depuratore di Lugo presentava un limite idraulico evidente: il sollevamento iniziale e alcune sue sezioni limitavano la capacità complessiva di convogliamento e trattamento a 102.000 abitanti equivalenti; inoltre, lo scolmatore in testa all’impianto rientrava tra quelli individuati come critici dal Piano di Indirizzo provinciale, che prevede una riduzione del 50% del carico sversato in ambiente in tempo di pioggia. Il potenziamento ha riguardato alcune sezioni di trattamento, con l’obiettivo di incrementare la capacità idraulica fino a 111.000 abitanti equivalenti, consentendo il pieno utilizzo dei volumi biologici già disponibili e garantendo sia il rispetto delle prescrizioni normative sia il trattamento dell’agglomerato nel medio periodo, per dare risposta allo sviluppo dei comparti urbanistici previsti dagli strumenti di pianificazione della Bassa Romagna e della Romagna Faentina.
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