ROMA: Electrolux sospende licenziamenti e chiusure per 50 giorni
Si apre uno spiraglio nella vertenza Electrolux. Al termine del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'azienda ha comunicato la sospensione per 50 giorni del piano che prevede migliaia di esuberi e la chiusura di alcuni stabilimenti, aprendo contestualmente alla ricerca di soluzioni condivise con il Governo e le parti sociali. Oggi anche a Forlì è tenuto un presidio.
Una decisione che arriva dopo la netta presa di posizione dell'esecutivo nei confronti del piano industriale presentato dalla multinazionale svedese. "Il giudizio dell'esecutivo è chiaro: il piano presentato da Electrolux è irricevibile, rinunciatario e insostenibile per l'impatto sociale", ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al tavolo al quale hanno partecipato i vertici aziendali, le organizzazioni sindacali, Confindustria, le Regioni e i Comuni che ospitano gli stabilimenti del gruppo, tra cui anche Forlì.
Il piano contestato prevede 1.719 esuberi diretti in Italia e oltre 2.000 posti di lavoro complessivamente coinvolti nell'indotto. Tra i territori maggiormente colpiti figura quello di Forlì, dove sarebbero a rischio circa 400 lavoratori.
Per il Governo la sospensione annunciata dall'azienda rappresenta un primo segnale positivo, ma non sufficiente. "Serve subito una svolta - ha detto durante il tavolo Urso -. Occorre indicare una strada nuova, che possa consentirci di lavorare insieme, con la massima responsabilità, al fine di giungere nel più breve tempo possibile a una nuova proposta fondata sulla valorizzazione delle competenze, sulla tutela del lavoro e sulla salvaguardia della capacità produttiva".
Secondo il ministro, la crisi che sta attraversando Electrolux si inserisce in un quadro molto più ampio che interessa l'intero comparto europeo degli elettrodomestici. "Siamo pienamente consapevoli che la vertenza Electrolux non riguarda solo l'Italia - ha aggiunto il ministro -. In due anni dodici stabilimenti dell'elettrodomestico in Europa sono stati chiusi o avviati alla chiusura e il quadro rischia di aggravarsi ulteriormente: non siamo di fronte alla somma di singole crisi aziendali, ma a una crisi strutturale del comparto. Per questo ogni prospettiva di rilancio degli stabilimenti italiani non può reggere nel lungo periodo senza cambiare anche le regole europee".
Urso ha quindi rilanciato la proposta italiana per il settore manifatturiero europeo, sostenendo la necessità di un piano comunitario dedicato agli elettrodomestici, di strumenti per incentivare gli investimenti produttivi e la domanda interna, oltre all'introduzione di regole che garantiscano reciprocità negli standard produttivi e ambientali. "La proposta italiana è chiara e ha fatto breccia in Europa: un piano europeo dedicato, strumenti per sostenere investimenti produttivi e domanda, reciprocità negli standard e piena estensione del Cbam ai prodotti a valle. Finalmente l'Europa si muove sulla strada indicata dall'Italia. Ma bisogna fare in fretta. Subito".
Nel corso dell'incontro è intervenuto anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che ha ribadito la contrarietà dell'esecutivo al progetto inizialmente presentato dalla multinazionale. "Il piano di esuberi che Electrolux aveva presentato era assolutamente inaccettabile ed irricevibile, come governo lo abbiamo detto da subito e continuiamo a sostenerlo", ha affermato.
Ciriani ha tuttavia accolto con favore l'apertura emersa durante il confronto romano: "Tuttavia l'apertura arrivata dall'azienda, nel corso del tavolo al Mimit, a trovare con l'esecutivo e le parti sociali delle soluzioni alternative e a lavorare ad un nuovo piano condiviso e sostenibile è un primo passo verso ciò che abbiamo fin da subito auspicato. Molto però ancora resta da fare e da definire perché l'obiettivo che il governo tutto, ed io in prima persona, abbiamo sempre perseguito è la tutela dei lavoratori di tutti gli stabilimenti e per me di quello di Porcia in particolare".
I prossimi cinquanta giorni saranno dunque decisivi per verificare se dall'apertura manifestata dall'azienda potrà nascere un nuovo piano industriale capace di ridurre l'impatto occupazionale e garantire un futuro ai siti produttivi italiani del gruppo. Le organizzazioni sindacali chiedono che la sospensione si traduca in un reale ripensamento della strategia aziendale, mentre i territori coinvolti attendono risposte concrete per scongiurare una delle più pesanti crisi occupazionali degli ultimi anni nel settore manifatturiero.
Electrolux, si riparte da zero. Buone notizie dal vertice romano. Zattini, “c’è la disponibilità dell’azienda a trovare una soluzione condivisa”
Fascia tricolore e t-shirt con lo slogan di battaglia “Resisteremo ancora un minuto di Electrolux”. Si è presentato così il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, al secondo incontro a Roma convocato dal Ministro Urso per parlare del futuro di Electrolux e del piano industriale che, oltre a una profonda riorganizzazione delle linee di produzione, mette sul tavolo oltre 1700 esuberi. “Tutto congelato. Si riparte da zero per trovare una soluzione condivisa che metta al centro il futuro dell’azienda e la stabilità occupazionale di tutti gli stabilimenti”. Questo, in estrema sintesi, l’esito della riunione lampo al Ministero dello Sviluppo Economico alla quale ha preso parte anche il sindaco Zattini. “Siamo moderatamente soddisfatti. Eravamo partiti con la prospettiva di un muro contro muro e di una conferma del piano licenziamenti in tutto e per tutto. L’azienda, invece, si è dimostrata disponibile a trovare una soluzione condivisa nell’interesse di tutte le parti in causa. E questa, a mio avviso, viste le premesse, è una bella notizia. Il Ministero, da parte sua, ha ribadito che metterà in campo tutto il ventaglio di risorse ordinarie e straordinarie per risolvere la vertenza e non lasciare indietro nessuno. Anche questo, unitamente al passo indietro dell’azienda, rappresenta un approccio concreto e responsabile verso le famiglie e i lavoratori.” Il prossimo incontro tra sindacati, Regioni, Comuni, azienda e Ministero è previsto tra una cinquantina di giorni.
I sindacati, "primo risultato"
La vertenza Electrolux registra oggi un primo risultato importante. Al tavolo convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è aperta una nuova fase di confronto che durerà circa 50 giorni e che dovrà servire a costruire soluzioni alternative al pesante piano di ridimensionamento presentato dall’azienda. Nel corso dell’incontro, il Governo ha espresso una netta contrarietà al progetto di Electrolux. Il Ministro Adolfo Urso ha giudicato irricevibile il piano presentato dall’azienda e ha chiesto di lavorare a una proposta alternativa condivisa con le organizzazioni sindacali. Si tratta di un passaggio significativo, frutto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, della determinazione del sindacato e della forte attenzione che la vertenza ha saputo costruire a livello istituzionale. Tuttavia nessuno può considerare chiusa la partita. Per FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL, CGIL Forlì Cesena, CISL Romagna e UIL Forlì, l’apertura di un nuovo confronto rappresenta un riconoscimento della fondatezza delle ragioni sostenute in queste settimane dalle lavoratrici, dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali. L’obiettivo resta il ritiro del piano e la costruzione di un vero progetto industriale capace di garantire occupazione, investimenti e prospettive produttive. Lo stabilimento di Forlì, eccellenza europea nella produzione dei piani cottura, non può essere indebolito da una scelta che metterebbe a rischio oltre 400 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto, con pesanti conseguenze per l’intero territorio. Mentre era in corso il tavolo ministeriale, davanti ai cancelli dello stabilimento di via Bologna si è svolto un partecipato presidio unitario che ha confermato la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori a difendere il futuro del sito. I prossimi 50 giorni saranno decisivi. La mobilitazione continua e continuerà fino a quando non saranno garantiti tutti i posti di lavoro e un futuro industriale credibile per Forlì e per gli stabilimenti italiani di Electrolux.
Electrolux: Bizzotto (Mimit), priorità assoluta difesa lavoratori e siti produttivi, ora nuovo piano industriale condiviso e sostenibile
"La nostra linea sulla vertenza Electrolux non cambia: il piano di esuberi presentato era assolutamente inaccettabile, lo abbiamo detto dal primo giorno e oggi lo ribadiamo con la stessa fermezza. La disponibilità manifestata dall'azienda, al Tavolo odierno presso il MIMIT, di congelare il piano e di lavorare con l'Esecutivo e le parti sociali per un nuovo piano industriale condiviso e sostenibile, rappresenta un primo significativo passo in avanti. Tuttavia, molto resta ancora da fare e da definire. Le prossime settimane devono essere utilizzate per costruire un piano industriale serio, fondato su investimenti, innovazione e salvaguardia dei posti di lavoro. Su un percorso di questo tipo il Ministero è pronto a impegnare gli strumenti pubblici a disposizione, in piena collaborazione con le organizzazioni sindacali, le Regioni e le amministrazioni locali coinvolte. La nostra missione è tutelare i lavoratori, le loro famiglie e i territori che ospitano gli stabilimenti Electrolux. Il Governo è al loro fianco e non farà un passo indietro".
Lo dichiara la senatrice Mara Bizzotto, Sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, presente al Tavolo sulla vertenza Electrolux.
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