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16 GIUGNO 2026 - 10:46


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FORLÌ: Electrolux, licenziamenti sospesi, “Passo importante” | VIDEO

Proseguono a Roma le trattative per risolvere la crisi dell’azienda Electrolux, che ha annunciato un piano di licenziamenti che coinvolge anche lo stabilimento di Forlì. Ieri si è arrivati a un primo accordo.

Un blocco dei licenziamenti per 50 giorni, durante i quali convocare un tavolo di confronto tra istituzioni, azienda e sindacati per cercare una soluzione condivisa. È questo l'esito dell'incontro che si è tenuto a Roma tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e i vertici di Electrolux, il colosso svedese degli elettrodomestici che ha annunciato un piano di riduzione del personale negli stabilimenti italiani. Il piano prevede oltre 2.000 esuberi, di cui circa 400 potrebbero riguardare il sito produttivo di Forlì.

Da settimane i lavoratori sono in presidio permanente davanti alla fabbrica nel tentativo di difendere il proprio posto di lavoro. Dopo l'esito negativo dei primi confronti, l'incontro di lunedì a Roma ha aperto uno spiraglio: l'azienda ha infatti accettato una moratoria sui licenziamenti per consentire l'avvio di una trattativa con il Governo, dopo che il ministero aveva giudicato irricevibile il piano industriale presentato. Una notizia accolta con favore dalle organizzazioni sindacali.

«Si tratta di un passo importante – spiega il segretario della Cisl Romagna, Francesco Marinelli – necessario per riaprire un confronto che possa da un lato salvaguardare l'occupazione e dall'altro costruire un vero rilancio industriale. Per noi è fondamentale, soprattutto in un settore strategico come quello degli elettrodomestici, che rappresenta uno dei comparti manifatturieri più rilevanti del Paese. In particolare, lo stabilimento di Forlì costituisce un asset industriale di primaria importanza per tutto il territorio romagnolo».

La vertenza, tuttavia, è tutt'altro che chiusa. I prossimi 50 giorni saranno decisivi per il futuro dei lavoratori e degli stabilimenti coinvolti. La mobilitazione, assicurano i sindacati, proseguirà finché non saranno garantiti tutti i posti di lavoro e la continuità produttiva del gruppo in Italia.




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