EMILIA-ROMAGNA: Uno Bianca, dove è stato trasferito Roberto Savi
Roberto Savi, ergastolano, uno dei due capi della Banda della Uno bianca insieme al fratello Fabio, è stato trasferito dal carcere milanese di Bollate a quello di Ferrara. La notizia è riportata da Il Giornale e dall'edizione bolognese di Repubblica. A giugno Roberto Savi, come anche Fabio, ristretto anche lui a Bollate, erano stati interrogati dalla Procura di Bologna nell'ambito della nuova inchiesta sulla banda della Uno bianca, riaperta dopo l'esposto dei familiari delle vittime. I magistrati si erano recati a Milano dopo le interviste televisive rilasciate dai fratelli Savi in tv.
In particolare, Roberto, parlando a 'Belve Crime', aveva sostenuto che, almeno in alcuni episodi, sarebbero stati i Servizi segreti a spingere la banda a uccidere. Tra gli episodi al centro degli accertamenti dei pm figurano l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, e il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991.
Davanti ai magistrati però Roberto Savi si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre il fratello Fabio ha risposto ad alcune domande. Roberto Savi, in carcere dal 1994, nel corso della sua lunga detenzione ha cambiato diversi istituti penitenziari.
L'AVVOCATO DI SAVI PRECISA
"Con riferimento al trasferimento del mio assistito, Roberto Savi, ritengo che lo stesso sia avvenuto nell'ambito di decisioni che la Amministrazione penitenziaria ha adottato in ragione dell'attuale sovraffollamento carcerario. Quindi nessun segnale e nessun intento punitivo da parte della Procura di Bologna e da parte della Amministrazione penitenziaria". Lo dice in una dichiarazione all'ANSA l'avvocato Donatella Degirolamo, difensore del detenuto ed ex capo della banda della Uno bianca, sul trasferimento da Bollate al carcere di Ferrara. "Se così fosse - aggiunge - saremmo di fronte a gravissime violazioni delle norme che regolano uno Stato di diritto, considerato anche il tempo trascorso in carcere dal mio Assistito (anni 32) e la totale assenza di procedimenti disciplinari a suo carico".
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