11 AGOSTO 2026

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11 AGOSTO 2026 - 10:41


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RIMINI: Crisi idrica, Legambiente contro le piscine sull’arenile | VIDEO

Arrivano le prime critiche alla delibera approvata dal Consiglio comunale di Rimini che autorizza gli stabilimenti balneari a realizzare piscine e terrazze sulla spiaggia. Tra le voci più dure c’è quella di Legambiente Emilia-Romagna, che parla di “scelta miope” da parte dell’Amministrazione.

La delibera approvata nei giorni scorsi dal Consiglio comunale di Rimini che ha autorizzato un’importante variante al Piano dell’arenile, per consentire, a uno più stabilimenti balneari insiem,e di realizzare biopiscine sulla spiaggia con un’estensione massima di 100 metri quadrati, ha sollevato la forte critica di Legambiente Emilia-Romagna. Davanti a una stagione estiva da record per le temperature come quella che sta attraversando la regione come tutta Italia, l’associazione si è schierata contro l’approccio del Comune di Rimini. Soprattutto, hanno spiegato da Legambiente, di fronte alla sempre più pressante siccità che sta colpendo i più importanti corsi fluviali del territorio. Determinando una netta riduzione delle risorse idriche, che ha già portato alcune Amministrazioni locali a imporre limiti legati al consumo di acqua. I principali segnali di allarme arrivano dalla portata del fiume Po, già di gran lunga sotto la sua media storica, e dal cuneo salino che, secondo i dati di Legambiente, è arrivato a 25 chilometri dalla foce. Situazione che ha già compromesso gli approvvigionamenti di acqua di oltre cento comuni tra Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. A soffrire è anche l’agricoltura. La scarsità di acqua e la concentrazione salina nel Po mettono a rischio le operazione di irrigazione dei campi. Lo scenario non cambia nemmeno in Romagna, dove dal Bevano al Lamone, dal Savio al Reno la qualità delle risorse idriche starebbe calando con rapidità con forti ripercussioni sulla produzione agricola.

Legambiente ha definito, dunque, “miope” la scelta dell’Amministrazione riminese. Rea, sempre secondo gli ambientalisti, di “non aver valutato il valore della reale disponibilità di acqua nei prossimi anni davanti a stagioni sempre più torride”. Pertanto, ha sollecitato di ripensare il modello turistico secondo una pianificazione di lungo periodo. Che includa una gestione della risorsa idrica secondo la quantità effettivamente disponibile.




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