29 DICEMBRE 2015

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29 DICEMBRE 2015 - 14:29


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EMILIA ROMAGNA: Frode creditizia, boom di casi nel 2015

Sono stati 426, in Emilia-Romagna, i casi di frode creditizia nei primi sei mesi del 2015. E' quanto emerge dai dati dell'Osservatorio Crif riguardo i furti di identità e l'utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni. Numeri che collocano la regione al settimo posto nella graduatoria nazionale dietro a Campania, Sicilia, Lombardia, Lazio, Puglia e Piemonte e che vede complessivamente, nel Paese, 8.000 casi di frode per un importo medio di 5.952 euro. Tra le province emiliano-romagnole il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Bologna, con 82 casi, seguita da Modena. Alle loro spalle si classificano Reggio, Rimini con 49, Parma, Piacenza, Forlì-Cesena e Ravenna con 29, e ultima Ferrara




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RIMINI: Imprenditore denunciò figlia illegittima ed ex fiamma per estorsione, assolte

La figlia non riconosciuta di un facoltoso imprenditore brianzolo, era stata denunciata dal padre naturale insieme con la mamma per estorsione e tentata estorsione. Giovedì pomeriggio però entrambe le donne, difese dagli avvocati Piero Venturi, Matteo Miniutti e Mario Barberini, sono state assolte con formula piena dal giudice Andrea Falaschetti perché il fatto non sussiste. Le due, la mamma di 60 e la figlia di 39 anni residenti a Rimini, erano state denunciate per estorsione da un imprenditore di Monza patron di molti centri commerciali e oggi 85enne, perché da quando era nata la bimba, le richieste di soldi erano state avanzate per mantenere segreta la relazione. Secondo il capo di imputazione intatti l'imprenditore negli anni avrebbe versato oltre circa un milione di euro di cui 450 mila euro per l'acquisto di una villa. Nel frattempo però - come hanno dimostrato gli avvocati delle due imputate - fino al 2020, i contatti tra la figlia non riconosciuta e il padre vi erano stati, tanto che l'85enne aveva promesso di inserirla nel testamento. Non solo, l'imprenditore avrebbe anche continuato a frequentare la mamma della figlia illegittima. L'uomo, giunto al secondo matrimonio e con 4 figli legittimi, ad un certo punto aveva cambiato idea sulla paternità e aveva presentato denuncia. Mamma e figlia sono state assolte anche perché al termine di una causa civile davanti al Tribunale di Milano, il giudice ha riconosciuto la genitorialità nonostante l'uomo si fosse rifiutato di sottoporsi al test del Dna. L'imprenditore e la 60enne si erano conosciuti negli anni Ottanta a Campione d'Italia dove la donna lavorava