19 GENNAIO 2016

13:06

NOTIZIA DI CRONACA

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19 GENNAIO 2016 - 13:06


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ROMAGNA: Doping, scovato giro di sostanze con la Polonia

Una indagine dei carabini eri del Nas di Bologna ha portato alla luce un giro di sostanze dopanti tra la Polonia e l'Italia. Eseguite perquisizioni in palestre e rivendite di integratori alimentari a Rimini, Cesena e Taranto. Sequestrati integratori alimentari provenienti dalla Polonia, contenenti le sostanze dopanti proibite. In totale si tratta di oltre 3700 confezioni di integratori, del valore commerciale complessivo di 200mila euro circa. Denunciati a piede libero di un 43enne di origine polacca residente a Rimini e di un 48enne della provincia di Taranto. L'inchiesta era nato lo scorso giugno, durante l'edizione di Rimini Wellness. Qui i militari, avevano individuato in uno stand gestito da un 43enne di origine polacca, integratori alimentari contenenti sostanze non ammesse dal ministero della salute. 




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RIMINI: Imprenditore denunciò figlia illegittima ed ex fiamma per estorsione, assolte

La figlia non riconosciuta di un facoltoso imprenditore brianzolo, era stata denunciata dal padre naturale insieme con la mamma per estorsione e tentata estorsione. Giovedì pomeriggio però entrambe le donne, difese dagli avvocati Piero Venturi, Matteo Miniutti e Mario Barberini, sono state assolte con formula piena dal giudice Andrea Falaschetti perché il fatto non sussiste. Le due, la mamma di 60 e la figlia di 39 anni residenti a Rimini, erano state denunciate per estorsione da un imprenditore di Monza patron di molti centri commerciali e oggi 85enne, perché da quando era nata la bimba, le richieste di soldi erano state avanzate per mantenere segreta la relazione. Secondo il capo di imputazione intatti l'imprenditore negli anni avrebbe versato oltre circa un milione di euro di cui 450 mila euro per l'acquisto di una villa. Nel frattempo però - come hanno dimostrato gli avvocati delle due imputate - fino al 2020, i contatti tra la figlia non riconosciuta e il padre vi erano stati, tanto che l'85enne aveva promesso di inserirla nel testamento. Non solo, l'imprenditore avrebbe anche continuato a frequentare la mamma della figlia illegittima. L'uomo, giunto al secondo matrimonio e con 4 figli legittimi, ad un certo punto aveva cambiato idea sulla paternità e aveva presentato denuncia. Mamma e figlia sono state assolte anche perché al termine di una causa civile davanti al Tribunale di Milano, il giudice ha riconosciuto la genitorialità nonostante l'uomo si fosse rifiutato di sottoporsi al test del Dna. L'imprenditore e la 60enne si erano conosciuti negli anni Ottanta a Campione d'Italia dove la donna lavorava