21 GENNAIO 2016

15:32

NOTIZIA DI CRONACA

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21 GENNAIO 2016 - 15:32


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FORLÌ: Intercettata la banda di albanesi, avevano colpito nelle Marche

Due malviventi albanesi arrestati  dalla polizia autostradale nei pressi del casello di Forlì sull'A14; un terzo albanese denunciato per favoreggiamento, mentre un quarto componente della banda, sempre albanese, era già stato arresto in precedenza dalla polizia di Ancona. E' l'epilogo di una operazione partita quando nel capoluogo marchigiano, lo scorso tardo pomeriggio, la polizia ha sorpreso il gruppo di stranieri, appena reduci da alcuni furti in abitazioni. Ne è nato un inseguimento dapprima a piedi, conclusosi con la cattura di uno dei ladri, un 41enne, per poi passare alle auto lanciare ad alta velocità fra le strade della città che ha visto impegnate ben cinque autopattuglie della polizia.. Il cerchio si è chiuso sui fuggitivi, che nel frattempo avevano imboccato l'A14 diretti verso nord. Gli agenti del comando forlivese li hanno bloccati e arrestati. Ora si trovano ni carcere a Forlì a disposizione della magistratura. Recuperati anche mille euro in contanti che si ritengono provento dei furti.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RIMINI: Imprenditore denunciò figlia illegittima ed ex fiamma per estorsione, assolte

La figlia non riconosciuta di un facoltoso imprenditore brianzolo, era stata denunciata dal padre naturale insieme con la mamma per estorsione e tentata estorsione. Giovedì pomeriggio però entrambe le donne, difese dagli avvocati Piero Venturi, Matteo Miniutti e Mario Barberini, sono state assolte con formula piena dal giudice Andrea Falaschetti perché il fatto non sussiste. Le due, la mamma di 60 e la figlia di 39 anni residenti a Rimini, erano state denunciate per estorsione da un imprenditore di Monza patron di molti centri commerciali e oggi 85enne, perché da quando era nata la bimba, le richieste di soldi erano state avanzate per mantenere segreta la relazione. Secondo il capo di imputazione intatti l'imprenditore negli anni avrebbe versato oltre circa un milione di euro di cui 450 mila euro per l'acquisto di una villa. Nel frattempo però - come hanno dimostrato gli avvocati delle due imputate - fino al 2020, i contatti tra la figlia non riconosciuta e il padre vi erano stati, tanto che l'85enne aveva promesso di inserirla nel testamento. Non solo, l'imprenditore avrebbe anche continuato a frequentare la mamma della figlia illegittima. L'uomo, giunto al secondo matrimonio e con 4 figli legittimi, ad un certo punto aveva cambiato idea sulla paternità e aveva presentato denuncia. Mamma e figlia sono state assolte anche perché al termine di una causa civile davanti al Tribunale di Milano, il giudice ha riconosciuto la genitorialità nonostante l'uomo si fosse rifiutato di sottoporsi al test del Dna. L'imprenditore e la 60enne si erano conosciuti negli anni Ottanta a Campione d'Italia dove la donna lavorava