7 MAGGIO 2019

06:34

NOTIZIA DI CRONACA

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7 MAGGIO 2019 - 06:34


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CENTO: Sospesa licenza a bar per violenze e aggressioni continue

Negli ultimi dieci mesi, nel bar si sono registrate due aggressioni ai danni di altrettanti avventori, in un caso la violenza è degenerata in rapina, con un cliente privato di portafogli e telefono. E soprattutto si è registrata la presenza di persone ubriache o giunte coperte di sangue nel bar, diventato punto di ritrovo di spacciatori, pregiudicati e persone socialmente pericolose. Per questo motivo, il Bar Morando di Cento, di via del Curato, è stato chiuso dal questore di Ferrara, Giancarlo Pallini, su richiesta dei carabinieri di Cento che hanno svolto le indagini e raccolto i riscontri per l'emissione del provvedimento. La licenza del bar è sospesa per 15 giorni, per motivi di ordine pubblico, per violazione articolo 100 del Testo unico pubblica sicurezza. Il bar, teatro di frequenti liti fra pregiudicati sfociate in aggressioni con lesioni personali, era stato segnalato anche per la somministrazione di alcoolici fuori dagli orari consentiti.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RIMINI: Imprenditore denunciò figlia illegittima ed ex fiamma per estorsione, assolte

La figlia non riconosciuta di un facoltoso imprenditore brianzolo, era stata denunciata dal padre naturale insieme con la mamma per estorsione e tentata estorsione. Giovedì pomeriggio però entrambe le donne, difese dagli avvocati Piero Venturi, Matteo Miniutti e Mario Barberini, sono state assolte con formula piena dal giudice Andrea Falaschetti perché il fatto non sussiste. Le due, la mamma di 60 e la figlia di 39 anni residenti a Rimini, erano state denunciate per estorsione da un imprenditore di Monza patron di molti centri commerciali e oggi 85enne, perché da quando era nata la bimba, le richieste di soldi erano state avanzate per mantenere segreta la relazione. Secondo il capo di imputazione intatti l'imprenditore negli anni avrebbe versato oltre circa un milione di euro di cui 450 mila euro per l'acquisto di una villa. Nel frattempo però - come hanno dimostrato gli avvocati delle due imputate - fino al 2020, i contatti tra la figlia non riconosciuta e il padre vi erano stati, tanto che l'85enne aveva promesso di inserirla nel testamento. Non solo, l'imprenditore avrebbe anche continuato a frequentare la mamma della figlia illegittima. L'uomo, giunto al secondo matrimonio e con 4 figli legittimi, ad un certo punto aveva cambiato idea sulla paternità e aveva presentato denuncia. Mamma e figlia sono state assolte anche perché al termine di una causa civile davanti al Tribunale di Milano, il giudice ha riconosciuto la genitorialità nonostante l'uomo si fosse rifiutato di sottoporsi al test del Dna. L'imprenditore e la 60enne si erano conosciuti negli anni Ottanta a Campione d'Italia dove la donna lavorava