10 FEBBRAIO 2021

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NOTIZIA DI CRONACA

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10 FEBBRAIO 2021 - 10:56


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FAENZA: Omicidio Fabbri, il killer avrebbe agito su commissione | VIDEO

Uccisa su commissione. E' questa l'ipotesi attualmente prevalente in merito alla morte di Ilenia Fabbri, la 46enne sgozzata nella sua abitazione di Faenza, nel Ravennate, sabato mattina all'alba. Tramontato il movente passionale, ora gli investigatori sono orientati a questa ipotesi: l'assassino potrebbe essere entrato dal garage con una copia delle chiavi per poi salire al piano superiore trovando la donna in camera da letto. La vittima avrebbe tentato inutilmente la fuga ma il killer l'avrebbe finita in un vano adiacente all'autorimessa. Alcuni dettagli confermerebbero questa tesi come ad esempio l'assenza di impronte dentro e fuori l'abitazione, segno di una possibile premeditazione del delitto. Ilenia è stata uccisa, in un lasso di tempo tra i sette e i nove minuti, con un profondo taglio al collo praticato da tergo a partire da sinistra; il coltello da cucina con lama piatta è stato maldestramente ripulito in un lavabo. Quest'ultimo dettaglio sarebbe a significare che l'omicida, dopo un primo tentativo vano, l'avrebbe ammazzata con un'arma occasionale trovata sul posto. Le indagini della Squadra mobile della polizia ravennate coordinate dalla Procura proseguono quindi a 360 gradi. La donna aveva in piedi una causa di lavoro con l'ex marito, con cui era in procinto di divorziare, da cui vantava a suo avviso compensi per 100mila euro dovuti al suo impiego nell'officina familiare.

AGGIORNAMENTO

La polizia Scientifica, oltre che da Ravenna anche da Bologna e da Roma, è tornata in mattinata per ulteriori rilievi alla casa di Faenza, nel Ravennate, dove sabato 6 febbraio attorno alle 6 è stata sgozzata la 46enne Ilenia Fabbri. Gli inquirenti sono alla ricerca di ulteriori elementi sulla pista del delitto su commissione. Si attende intanto il nulla osta dalla Procura per la sepoltura della vittima.




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BOLOGNA: Occupazione a scuola, aule danneggiate e computer rubati | VIDEO

Pareti imbrattate, estintori svuotati sul pavimento e computer rubati o lanciati dalla finestra: sono solo alcuni dei datti provocati all'Istituto Belluzzi-Fioravanti di Bologna dopo un'occupazione che ha richiesto persino l'intervento della polizia. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'istruzione, Giuseppe Valditara Pareti imbrattate con vernice spray, estintori svuotati sul pavimento, computer rubati e lanciati dalla finestra, cestini dell'immondizia ribaltati per terra, arredi, cattedre e banchi deturpati: sono tanti i danni, ancora da quantificare con esattezza, provocati da un'occupazione degenerata in quelli che si potrebbero definire veri e propri atti di vandalismo, all'Itis Belluzzi Fioravanti di Bologna. Un'occupazione già annunciata, in scia con quelle di altri istituti bolognesi, in fermento in questi giorni contro la riforma Valditara, il sistema scolastico e la guerra in Palestina, terminata invece con la scuola inagibile e l'intervento della polizia e di una ditta specializzata per ripulire e sistemare tutto. Il giorno dopo, infatti, diversi spazi sono ancora da ripristinare e per buona parte delle classi il ritorno fra i banchi è posticipato di altre 24 ore, il tempo di rimettere a posto il blocco centrale, quello coi maggiori danni. Secondo la ricostruzione del dirigente scolastico e dei rappresentanti di istituto, che attraverso un comunicato hanno subito condannato quanto accaduto, i responsabili sarebbero una decina di ragazzi e non è ancora chiaro se tutti studenti del Belluzzi-Fioravanti oppure no. La scuola lunedì era stata tenuta chiusa e il preside, incontrando due studentesse mentre gli altri erano in attesa, aveva proposto autogestione la prossima settimana, tenendo conto di alcuni importanti impegni delle classi quinte nella stessa mattinata, ma la situazione è presto sfuggita di mano con l'irruzione nel blocco centrale, forzando la porta del primo piano. Da lì sono poi partiti i danneggiamenti, finiti anche sul tavolo dello stesso ministro Valditara, il quale ha auspicato un intervento deciso e risoluto da parte delle autorità preposte. Pur senza voler rilasciare ulteriori dichiarazioni, il preside in una lettera ai genitori si è detto dispiaciuto per questa frattura e pronto ad accertare puntualmente quanto accaduto. Sulla vicenda indaga pure la Digos; al vaglio, chiaramente, anche i video postati sui social.