13 MARZO 2024

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NOTIZIA DI CRONACA

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13 MARZO 2024 - 16:25


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BOLOGNA: Strage alla stazione, Bellini, “Non c'entro, in città c'era il Mossad” | VIDEO

Nuova udienza a Bologna del processo d'Appello che vede imputato Paolo Bellini per concorso nella strage del 2 agosto 1980. L'ex primula nera ha reso dichiarazioni spontanee per oltre un'ora, negando ogni coinvolgimento nell'attentato alla stazione, in cui morirono 85 persone. In aula molti parenti delle vittime. "Io non ho nulla a che spartire con la strage di Bologna, non sono un terrorista" ha detto Bellini in aula, continuando a proclamare la sua innocenza. E ha rispolverato la pista palestinese, parlando della presenza in città, il 2 agosto, del Mossad e del terrorista Thomas Kram e ammettendo di aver lavorato per i servizi segreti. La Corte ha ordinato una perizia sul video girato in stazione a Bologna la mattina del 2 agosto 1980 dal turista Harald Polzer: i risultati saranno illustrati nella prossima udienza fissata per il 10 aprile. “L'udienza di oggi fa emergere dal dichiarato di Paolo Bellini che la sua chiave di lettura riaggancia la pista palestinese, dandone una sorta di reinterpretazione soggettiva del tutto smentita da una mole imponente di carte già valutate dalla Corte d'Assise d'Appello” commenta Andrea Speranzoni, l'avvocato di parte civile che assiste i familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980. “E' una tesi difensiva, a nostro avviso, a dir poco debole e che inciampa in mille dettagli” aggiunge. “Quello di Paolo Bellini è un tentativo di lanciare messaggi, parlando di persone che sono già morte per coinvolgere dei vivi. Auspichiamo che si arrivi alla sentenza il più presto possibile e spero tanto che per il 2 agosto abbiamo la sentenza definitiva per quanto riguarda il processo d'Appello” spiega Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980, al termine dell'udienza.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RAVENNA: Un bazar di droghe in casa, due arresti

Un'operazione condotta dai Carabinieri di Ravenna ha portato alla scoperta di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti e all'arresto di una coppia italiana, lui di 40 anni e lei di 36. Durante una perquisizione domiciliare, i militari hanno rinvenuto 5 chili di hashish suddivisi in panetti e circa un chilo di cocaina già confezionata all’interno di vari contenitori per alimenti e buste per il sottovuoto. Insieme alle droghe, sono state trovate bilance digitali di precisione e macchine per il sottovuoto, con annesse buste simili a quelle utilizzate per il confezionamento delle sostanze stupefacenti. Le indagini, avviate dai Carabinieri della stazione di Mezzano, hanno portato i militari a sospettare del 40enne, operaio con piccoli precedenti, per attività di spaccio e detenzione di hashish presso la propria abitazione. All’arrivo delle forze dell’ordine, l’uomo e la sua convivente hanno manifestato evidente nervosismo, culminato in frasi confuse e senza senso. Poco dopo, il sospettato ha ammesso le proprie responsabilità consegnando spontaneamente oltre 100 grammi di hashish, sostenendo che fosse per uso personale. I militari, tuttavia, hanno deciso di proseguire con una perquisizione più approfondita, estendendola a tutti i locali della casa e agli spazi attigui. La ricerca ha portato alla scoperta di una stanza adibita a deposito/lavanderia, dove era nascosto un vero e proprio bazar della droga. Tutte le sostanze e il materiale sono stati sequestrati. La coppia è stata arrestata con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione della Procura della Repubblica di Ravenna, trasferita rispettivamente nei carceri di Forlì e Ravenna.