15 APRILE 2024

18:27

NOTIZIA DI CRONACA

DI

728 visualizzazioni


15 APRILE 2024 - 18:27


NOTIZIA DI CRONACA

DI

728 visualizzazioni



BOLOGNA: Suviana, il prefetto incontra i dirigenti di Enel

Il prefetto Attilio Visconti ha incontrato una delegazione di responsabili del gruppo Enel insieme al direttore regionale e al comandante provinciale dei Vigili del fuoco. Lo fa sapere una nota della Prefettura, in cui si riferisce che nell'incontro è stato fatto un focus sulle attività messe in campo subito dopo l'esplosione del 9 aprile alla diga di Bargi sul lago di Suviana. "Il Prefetto ha inteso sottolineare, inoltre, l'importanza delle attività e della collaborazione dispiegate sin da subito da Enel Green Power, elementi indispensabili per gli interventi di soccorso tecnico urgente", si legge nella nota. Confermati lo stanziamento di un fondo da 2 milioni già operativo per le prime necessità delle famiglie delle vittime e l'avvio di una raccolta fondi dedicata da parte di Enel. "L'attenzione e la collaborazione - spiega la nota - resteranno massime anche per le prossime attività di gestione che coinvolgeranno l'impianto".




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

BOLOGNA: Processo Amato, l'oculista, “A Isabella forse sfuggita mano con farmaci” | VIDEO

Sicuro di sé, prolisso, con divagazioni lunghissime e interruzioni continue alla pm e anche al presidente della Corte d'Assise. Il medico oculista Giampaolo Amato, accusato di aver ucciso con un mix di farmaci, nell'ottobre del 2021, prima la suocera Giulia Tateo, poi la moglie Isabella Linsalata, si è difeso con determinazione durante il suo esame come teste. Vediamo E' durata oltre 10 ore l'udienza del processo a Bologna, in Corte d'Assise, che vede sul bando degli imputati il medico oculista Giampaolo Amato, con l'accusa di aver ucciso con un mix di farmaci, nell'ottobre del 2021, prima la suocera Giulia Tateo, poi la moglie Isabella Linsalata. “Io non so perché sono stati trovati questi farmaci nei corpi di mia moglie e mia suocera – si è difeso Amato – ma so che io non ho mai somministrato loro nulla”. “Non penso che Isabella, in modo razionale, aumentasse i dosaggi dei farmaci che prendeva ma magari, in modo inconsapevole, le è scappata la mano”. Secondo la Procura, però, a uccidere le due donne non sono stati l'antidepressivo e l'ansiolitico che prendeva la moglie ma un cocktail di due farmaci, il Midazolan e il Sevoflurane, che vengono utilizzati in sala operatoria. Amato che dapprima aveva sostenuto di non conoscere questi due medicinali ha ammesso incalzato dalle domande della pm, Morena Plazzi, di sapere in quali casi venivano usati e che, durante il Covid, lui e gli altri medici coinvolti nell'emergenza dovevano trascriverli nella cartella clinica dei pazienti quando ormai non c'era più niente da fare. Sapevo che si utilizzavano – ha riconosciuto – per accompagnare a una morte senza sofferenza ma non li ho mai utilizzati, né so come si fa”. Importante è stata anche la testimonianza della psicologa da cui si recava la moglie di Isabella Linsalata che ha riportato i sospetti della donna sullo strano sapore delle tisane che le preparava il marito. Amato, rispondendo ai giudici, ha continuato a negare anche l'omicidio della suocera e di essere salito nel suo appartamento ma la app del suo orologio da polso ha registrato, per quella notte, un movimento in ascesa.