18 APRILE 2024

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18 APRILE 2024 - 14:00


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BOLOGNA: Le case 'Popolarissime' riqualificate, nuovo padiglione e giardino | VIDEO

Le case popolari del Quadrilatero Scalo-Malvasia a Bologna, chiamate da sempre “le popolarissime” tornano a nuova vita con un'opera di riqualificazione che vale 8 milioni di euro. Grande festa nel nuovo giardino in comune tra gli edifici che ospiterà anche un padiglione per attività sportive, sociali ed educative.

Pomeriggio di festa nel comparto Acer del Quadrilatero Scalo-Malvasia a Bologna dove è stato inaugurato il Padiglione e il nuovo Giardino delle Popolarissime. All’interno del comparto si affacciano una serie di edifici di edilizia popolare che ospitano circa 500 alloggi. Uno spazio che era diventato bersaglio di vari fenomeni di degrado e che ora è stato riqualificato grazie a un progetto promosso dal Comune di Bologna in stretta collaborazione con Acer e la Fondazione Innovazione Urbana Rusconi Ghigi. Il Quartiere Porto-Saragozza assumerà la gestione del nuovo padiglione dove verranno promosse attività in ambito sociale, educativo e di promozione del benessere, rivolti alla popolazione residente negli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Raccogliendo le proposte dei cittadini, grazie anche a un cofinanziamento della Regione Emilia-Romagna, ha investito complessivamente circa 8 milioni di euro. All'inaugurazione, il sindaco Matteo Lepore, la vicesindaca Emily Clancy e Marco Bertuzzi, presidente Acer. "Era settembre 2021 quando nelle case Acer di via dello Scalo e via Malvasia ci trovavamo a raccogliere le denunce degli abitanti per lo spaccio e il degrado che affliggevano il comparto. Dopo un mese sarei stato eletto sindaco di Bologna. Dopo due anni di lavori e interventi abbiamo inaugurato con una festa di comunità la riqualificazione del comparto e i nuovi spazi comuni" ha detto Lepore. "Ricordo perfettamente la prima volta che andammo a fare il primo sopralluogo per renderci conto della situazione - racconta Bertuzzi - . La vecchia palestra cadeva a pezzi lesionata inesorabilmente dal sisma del 2012.  Ora il colpo d'occhio secondo me è significativo. E ripaga di molte fatiche. Adesso dobbiamo solo continuare insieme a prenderci cura di questi bellissimi spazi e di questi palazzi perché una nuova storia è appena iniziata. Dal 1935 anno di costruzione delle 'popolarissime' questo è il più importante intervento di rigenerazione urbana mai eseguito".

 




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RIMINI: La morte di Pantani, per la Procura non ci fu alcun pestaggio

Integrazione alla richiesta di archiviazione per l'ultima indagine sulla morte di Marco Pantani. Il pm di Rimini, Luca Bertuzzi, ha inoltrato al gip Raffaele Deflorio, una nota aggiuntiva alla richiesta già presentata nel febbraio del 2024, dopo una lunga analisi, la terza nel corso di questi 22 anni in cui si è indagato sul decesso del campione di ciclismo, ritrovato cadavere il 14 febbraio del 2004 in una stanza del residence "Le Rose". Per tre volte gli inquirenti riminesi sono giunti alla stessa conclusione, non fu omicidio. L'ultima indagine, quella del pm Bertuzzi, si è chiusa con un'archiviazione su cui si attende la fissazione d'udienza da parte del gip Deflorio. Nel frattempo a più ondate, l'avvocato Fiorenzo Alessi che rappresenta i genitori di Pantani, ha presentato alcuni nuovi elementi chiedendo alla Procura di indagare. L'ultimo in ordine di tempo di questi nuovi elementi su cui i familiari hanno chiesto di indagare riguarda le parole di un detenuto, nel carcere di Rimini riferite ad un agente penitenziario, secondo cui "Marco fu massacrato di botte per un credito di droga di circa 260mila euro". Per non lasciare dubbi, la Procura quindi ha incaricato i carabinieri di verificare quanto riportato. Nell'indagine durata dal febbraio al giugno di quest'anno, durante la quale sono stati sentiti sia il detenuto che l'agente, non sarebbero stati riscontrati elementi di prova per cui il pm ha integrato la richiesta di archiviazione.