3 APRILE 2024

13:17

NOTIZIA DI CRONACA

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3 APRILE 2024 - 13:17


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EMILIA-ROMAGNA: La situazione nelle carceri è drammatica

Sovraffollamento, aggressioni, suicidi e carenza di personale: la situazione delle carceri italiane preoccupa il sindacato della Polizia Penitenziaria, senza risparmiare l'Emilia-Romagna, dove mancano all'appello almeno 800 unità fra gli agenti. A lanciare l'allarme è il segretario generale dello stesso sindacato, in sciopero della fame già da alcuni giorni e in visita alla circondariale bolognese della Dozza

 

Tappa emiliano-romagnola davanti alla casa circondariale bolognese della Dozza per Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, in giro per le carceri italiane e in sciopero della fame già da alcuni giorni, per accendere ancora una volta i riflettori su una situazione definita drammatica ad ogni latitudine. “C'è carenza anche di psichiatri e di figure sanitarie fondamentali ma che addirittura vanno via dalle carcere per via del fenomeno delle aggressioni” spiega il numero uno del Spp. Suicidi non solo fra i detenuti (29 da inizio anno, due solo a Bologna), ma anche tra gli agenti, turni che dalle sei ore previste arrivano quasi sempre fino a 8 se non addirittura dodici e carenza di personale i punti principali che portano Di Giacomo a parlare di carceri come condanne di morte e di disinteresse e incapacità totale da parte di politica e amministrazione penitenziaria. Almeno 7.000 le unità mancanti in Italia, tra le 800 e i 1.200 in Emilia-Romagna e 110 solo a Bologna. Ma Di Giacomo le soluzioni ci sono, dalle misure alternative ad amnistia ed indulto, fino ad un maggiore pugno duro verso la popolazione carceraria ritenuta maggiormente pericolosa (circa 20mila nel Paese, assicura) al punto da riuscire a gestire traffici e affari illecite anche dietro le sbarre. Quando infine agli episodi di violenza degli stessi agenti nelle carceri, Di Giacomo conclude: “I colleghi che li commettono vanno puniti in modo esemplare, ma servono provvedimenti anche per chi finora non ha cambiato una sola virgola nel sistema”. Già inviata anche una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere un intervento concreto da parte delle istituzioni.




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BOLOGNA: Occupazione a scuola, aule danneggiate e computer rubati | VIDEO

Pareti imbrattate, estintori svuotati sul pavimento e computer rubati o lanciati dalla finestra: sono solo alcuni dei datti provocati all'Istituto Belluzzi-Fioravanti di Bologna dopo un'occupazione che ha richiesto persino l'intervento della polizia. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'istruzione, Giuseppe Valditara Pareti imbrattate con vernice spray, estintori svuotati sul pavimento, computer rubati e lanciati dalla finestra, cestini dell'immondizia ribaltati per terra, arredi, cattedre e banchi deturpati: sono tanti i danni, ancora da quantificare con esattezza, provocati da un'occupazione degenerata in quelli che si potrebbero definire veri e propri atti di vandalismo, all'Itis Belluzzi Fioravanti di Bologna. Un'occupazione già annunciata, in scia con quelle di altri istituti bolognesi, in fermento in questi giorni contro la riforma Valditara, il sistema scolastico e la guerra in Palestina, terminata invece con la scuola inagibile e l'intervento della polizia e di una ditta specializzata per ripulire e sistemare tutto. Il giorno dopo, infatti, diversi spazi sono ancora da ripristinare e per buona parte delle classi il ritorno fra i banchi è posticipato di altre 24 ore, il tempo di rimettere a posto il blocco centrale, quello coi maggiori danni. Secondo la ricostruzione del dirigente scolastico e dei rappresentanti di istituto, che attraverso un comunicato hanno subito condannato quanto accaduto, i responsabili sarebbero una decina di ragazzi e non è ancora chiaro se tutti studenti del Belluzzi-Fioravanti oppure no. La scuola lunedì era stata tenuta chiusa e il preside, incontrando due studentesse mentre gli altri erano in attesa, aveva proposto autogestione la prossima settimana, tenendo conto di alcuni importanti impegni delle classi quinte nella stessa mattinata, ma la situazione è presto sfuggita di mano con l'irruzione nel blocco centrale, forzando la porta del primo piano. Da lì sono poi partiti i danneggiamenti, finiti anche sul tavolo dello stesso ministro Valditara, il quale ha auspicato un intervento deciso e risoluto da parte delle autorità preposte. Pur senza voler rilasciare ulteriori dichiarazioni, il preside in una lettera ai genitori si è detto dispiaciuto per questa frattura e pronto ad accertare puntualmente quanto accaduto. Sulla vicenda indaga pure la Digos; al vaglio, chiaramente, anche i video postati sui social.