24 MAGGIO 2024

14:17

NOTIZIA DI CRONACA

DI

1322 visualizzazioni


24 MAGGIO 2024 - 14:17


NOTIZIA DI CRONACA

DI

1322 visualizzazioni



COMACCHIO: Controlli dei Carabinieri, 4 denunce e sanzioni per oltre 5mila euro | FOTO

Durante la settimana, i Carabinieri di Comacchio, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Ferrara, di Bologna e del Nucleo Forestale di Comacchio, hanno svolto un controllo straordinario del territorio. Nel corso del servizio i Carabinieri di Porto Garibaldi hanno individuato, a Lido delle Nazioni, un appartamento adibito a casa di incontri gestito da una cittadina cinese. All’interno di esso hanno quindi rinvenuto e sequestrato denaro contante per quasi 3.000,00 euro, telefoni cellulari utilizzati per contattare i clienti, farmaci di produzione cinese e tutto l’occorrente per esercitare la prostituzione. Dagli accertamenti è inoltre emerso che una delle due donne, una 49enne di origine cinese, aveva reclutato una connazionale poco più che 50enne per svolgere, insieme, il meretricio ma trattenendone parte dei guadagni. Entrambe sono state pertanto denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Ferrara per violazione della normativa sull’immigrazione mentre solo l’ “l’imprenditrice” anche per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Un barista 56 enne italiano è stato invece denunciato in stato di libertà alla Procura estense perché nel pomeriggio di lunedì aveva somministrato bevande alcoliche a due minorenni (entrambi 12enni!). Le indagini immediatamente intraprese hanno consentito di accertare che il barista, senza richiedere l’età dei giovani avventori, aveva venduto loro una bevanda contenente un superalcolico. Un operaio 51enne di origini rumene, è stato denunciato in stato di libertà per aver adibito un’area a lui in uso a discarica abusiva dove venivano stoccati vari componenti di autovetture usate, olio esausto ed altri rifiuti pericolosi. L’intera area è stata posta sotto sequestro. Nel corso servizio sono stati controllati complessivamente 25 veicoli, 60 persone e contestate sanzioni amministrative pecuniarie per una somma complessiva di 5.000 euro.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Omicidio Musiani, i 4 restano in carcere, "Indizi solidi" | VIDEO

Restano in carcere i quattro giovani fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Nell’ordinanza il Gip parla di indizi “oltremodo solidi” e ricostruisce gli elementi raccolti dagli investigatori. Sono “oltremodo solidi” gli indizi a carico dei quattro giovani tra i 19 e i 23 anni fermati per l’omicidio di Nicola Musiani. Così scrive il Gip Andrea Galanti nell’ordinanza con cui ha confermato la custodia in carcere per i quattro residenti nel Forlivese. Al centro dell’inchiesta ci sono gli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna, coordinati dalla Procura. Un lavoro fatto di pedinamenti, audizioni di testimoni, analisi delle celle telefoniche e controlli dei varchi stradali, che ha permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti successivi alla morte del 53enne. Tra gli elementi citati nell’ordinanza c’è anche una telefonata anonima arrivata il 27 luglio alla caserma dei Carabinieri di Ravenna. A chiamare un uomo che si trovava in Marocco, ma che ha riferito di vivere a Meldola. Il confidente ha raccontato che nella comunità marocchina meldolese circolava la voce secondo cui uno dei responsabili dell’omicidio fosse un giovane della cittadina forlivese. Secondo la stessa segnalazione, dopo la morte di Musiani il ragazzo si sarebbe allontanato dalla Romagna. Ma un peso particolare nell’inchiesta sembra averlo avuto un’intercettazione telefonica del 30 luglio. A parlare sono un 18enne di Forlì e un amico. Nel corso della conversazione vengono fatti alcuni nomi di giovani marocchini di Meldola indicati come coinvolti. Il 18enne, pur cercando di prendere le distanze dai fatti, conferma la presenza di alcune persone sul piazzale e, parlando di un possibile trasferimento in Marocco, fa riferimento a “un tentato omicidio” Ora, con la conferma della custodia cautelare, l’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il ruolo di ciascuno dei quattro giovani. A fare chiarezza saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le carte processuali.