20 LUGLIO 2024

11:30

NOTIZIA DI CRONACA

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20 LUGLIO 2024 - 11:30


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RIMINI: Turista soccorsa in strada e violentata in hotel, due fermati

Una turista svizzera sarebbe stata violentata da due lavoratori stagionali in una camera d'hotel nel Riminese. Un pizzaiolo di 59 anni di origine egiziana e un cameriere di 48 anni originario della provincia di Frosinone sono in stato di fermo con l'accusa di violenza sessuale. I carabinieri - coordinati dal sostituto procuratore di Rimini, Annadomenica Gallucci - al termine di una serie di verifiche condotte anche con l'ausilio di testimonianze e intercettazioni hanno fermato i due stagionali che ora si trovano in carcere ai 'Casetti'. Secondo le indagini, il 15 luglio scorso nel pomeriggio avrebbero soccorso la turista svizzera mentre, in stato confusionale, si trovava in strada, stesa a terra su un marciapiede. La donna sarebbe quindi stata condotta dai due in una camera d'albergo, spogliata e messa sotto la doccia. Secondo le ipotesi dei carabinieri i due uomini prima di chiamare il 118 avrebbero abusato sessualmente della ragazza. La giovane, in vacanza in Riviera con il fidanzato, non avrebbe ricordato l'accaduto perché sotto l'effetto di droga, farmaci e alcol.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Caso Musiani, i sospettati si accusano a vicenda

Il colpevole della morte di Nicola Musiani sarebbe un 16 enne. Questo è quello che viene sostenuto da due dei 4 fermati per la morte del 53 enne avvenuta il 22 luglio a Pinarella di Cervia. Secondo quanto dichiarato dai due, il 16 enne avrebbe colpito a morte Musiani, vantandosi di aver ucciso un tossico e che lo avrebbe anche rifatto se necessario. Sicuro della sua incolumità essendo minorenne, avrebbe minacciato i 4 ragazzi, tra i 19 e i 23 anni, di accusarli responsabili qualora venisse fermato dalle forze dell’ordine. Ciò è realtà, dato che la Procura di Ravenna non può investigare sul minore, lasciando la palla in mano alla procura dei Minorenni di Bologna. Tra i 4 in custodia cautelare, ha destato fin da subito sospetti il viaggio in Marocco di Ragme Oussama, avvenuto tra il 22 luglio e il 6 agosto. Il ragazzo sarebbe partito per il paese magrabino spinto dalla paura di un coinvolgimento una volta appresa la notizia della morte di Musiani. Lo stesso Oussama punta il dito contro il 16 enne così come Finn Long Conor, 19 enne residente di Meldola: per loro il vero e unico responsabile è il minore, di cui le generalità sono ancora ignote. Oltre a questa deposizione, la difesa si avvale anche di un altro dettaglio: il coltello usato da Musiani. Second Conor, Musiani sarebbe stato colpito da un membro del gruppo per disarmarlo. L’arma, di cui non c’è traccia, sarebbe stato raccolta da Oussama, ma  poco dopo se ne sarebbe disfatto. Infine, nelle ultime ore sarebbe emerso un terzo filmato, girato da una ragazza, che riprende l’inizio del pestaggio al 53 enne. Nell’attesa di far luce sulla vicenda, gli inquirenti stanno valutando tutte le prove ottenute, ricercando anche un quinto maggiorenne che sarebbe coinvolto.